«THE LATER YEARS - Pink Floyd» la recensione di Rockol

Pink Floyd, tutto quello che c'è da sapere su "The later years"

Il racconto dettagliato dei cinque cd audio del secondo cofanetto dei Pink Floyd, dedicato all’ultimo periodo della band: Nino Gatti dei Lunatics, uno dei massimi esperti italiani della band, ci porta alla scoperta di tutto quello che c'è da sapere

Recensione del 13 dic 2019

La recensione

di Nino Gatti

Esce Pink Floyd, “The Later Years 1987-2019”, dedicato come si evince dal titolo all’ultimo periodo della band, che arriva a tre anni dal precedente box intitolato “The Early Years 1965-1972”.Il contenuto di questa nuova, ghiotta strenna natalizia floydiana è stato anticipato in agosto dai Pink Floyd. La confezione comprenderà cinque cd audio, due vinili e cinque DVD, replicati anche in versione Blu-Ray (che saranno sei, compreso materiale aggiuntivo) per un totale di 18 dischetti a 350€ circa

A completare questo nuovo box delle meraviglie gli acquirenti potranno apprezzare le riproduzioni di programmi, biglietti e memorabilia varia legati agli spettacoli del periodo 1987-1994, oltre a libretti vari con i testi, foto anche inedite e una confezione con nuova grafica per ognuno dei dischetti e dei due vinili presenti nella confezione. Ecco una guida ai contenuti audio del box.

CD 1 “A Momentary Lapse Of Reason”
Le biografie più importanti sulla carriera dei Pink Floyd hanno sempre evidenziato un aspetto su cui è difficile non essere d’accordo: il primo album dei Pink Floyd in cui non compare Roger Waters – “A Momentary Lapse Of Reason” 1987 – risentiva dell’assenza quasi totale degli interventi strumentali di Mason e Wright. A farne le spese è stato il famoso “Pink Floyd Sound”, che i tanti session men richiamati da David Gilmour e Bob Ezrin a completare il disco non erano riusciti a ricreare. Mason e Wright erano stati tagliati fuori dai giochi in quanto ormai arrugginiti e non in grado di offrire il personale apporto durante l’incisione di quel disco. Il loro livello esecutivo, a detta di Gilmour e di Ezrin, era ben lontano dagli standard strumentali che un disco dei Pink Floyd richiedeva.
Questo tarlo deve aver tormentato per anni Gilmour, da perfezionista qual è, e l’idea di poter rimescolare le carte e dare spazio ai suoi compari Mason e Wright si è finalmente concretizzata. Il progetto fu frenato dalla morte di Wright nel 2008 ma Gilmour non si perse d’animo e intanto si assicurò che Mason potesse intervenire, registrando nuovamente le sue parti di batteria dell’intero disco. Restava il problema di recuperare gli interventi di Wright; l’unica soluzione era quella di estrarli dalle varie multi-tracce relative al tour del periodo 1987-1989, aggiungendoli al nuovo missaggio. E ha funzionato, eccome! Anzi, il suono live di Wright ha aggiunto colore e calore a questo disco, evidentemente figlio delle sonorità digitali degli anni Ottanta. Quello che ascoltiamo oggi è probabilmente il disco che avremmo ascoltato se Mason e Wright avessero trovato spazio durante le registrazioni avvenute tra il 1986 e il 1987, quando tra Londra e Los Angeles nacque il tredicesimo ellepì in studio dei Pink Floyd.
Intanto un piccolo dato statistico: rispetto all’ultima versione conosciuta, quella remaster pubblicata su cd nel 2011, la durata totale del remix 2019 di “A Momentary Lapse Of Reason” è più corta di otto secondi, frutto di aggiustamenti vari nelle undici tracce. La canzone che ne fa maggiormente le spese è Yet Another Movie, che passa dai 6:28 agli attuali 6:15.
Il suono in generale risulta oggi più caldo rispetto a quello del 1987, grazie sia alle tastiere di Wright, con la loro timbrica live che alla batteria di Mason, verso il suono della quale è stata riservata una cura particolare. Questo lavoro di certosina ricostruzione deve essere costato non poca fatica; adattare le lunghezze delle partiture registrate dal vivo di Wright a quelle della versione in studio è stato lavoro chirurgico, confermando la cura dei particolari tipica dei dischi dei Pink Floyd.
I cambiamenti non sono stati limitati a tastiere e batteria; anche gli altri strumenti hanno conosciuto un inevitabile remix, portandoli in alcuni casi maggiormente in evidenza rispetto alla versione 2011.
L’iniziale Signs Of Life è simile all’originale, anche se in alcuni punti sono state evidenziate alcune parti di tastiera, probabilmente nascoste nel precedente missaggio. Le prime considerevoli aggiunte si riscontrano in Learning To Fly, nella quale risalta l’accompagnamento delicato delle tastiere di Wright, il cui Hammond è ancora più evidente sul finale. La batteria ricalca quella originale di Mason, aggiungendo dei leggeri bilanciamenti. The Dogs Of War sembra rivitalizzata dai nuovi inserti grazie al suono caldo di Wright e dai colpi sulle pelli di Mason, che sostituisce la gloriosa performance di Carmine Appice. Il cambio di tempo apportato da Mason a metà brano è nel suo tipico stile, mentre è stato lievemente modificato il suono del sax di Tom Scott e Scott Page. One Slip si libera di parte di quelle sonorità anni Ottanta che soffriva nell’edizione originale, grazie alla nuova batteria concreta e possente di Mason (anche se quel passaggio al minuto 3:41 non convince del tutto), in sostituzione del già ottimo lavoro svolto da Jim Keltner nel 1987. Notevoli anche le coloriture delle nuove tastiere di Wright, che fanno decisamente preferire questa versione all’originale regalandole una nuova grazia.
Differenze sostanziali si riscontrano sulla classica On The Turning Away, dove Mason ha personalizzato maggiormente i suoi colpi di batteria, sentendosi libero di interpretarlo senza dover obbligatoriamente ricalcare le incisioni originali di Keltner. Anche Yet Another Movie ci guadagna dai nuovi innesti sonori. In particolare è il basso di Tony Levin a risaltare in maniera più evidente rispetto all’87. Gli interventi di Mason e Keltner, che si erano divisi i tamburi nel 1987, suonando praticamente all’unisono, sono stati ripuliti dalla performance del musicista americano, lasciando in evidenza soltanto quella del nostro batterista. Mentre Round And Around e le due parti di A New Machine, tutti brani in cui Mason e Wright sono assenti,risultano fedeli all’originale, in Terminal Frost le sonorità di batteria di Mason aggiungono freschezza al brano. Qui il batterista cambia l’intro e offre un suono più morbido rispetto a quello che egli stesso aveva registrato nel 1987.
Il disco si chiude con Sorrow; incisa da Gilmour con una drum machine, anche se in alcuni momenti come al minuto 3:48 suona stranamente differente rispetto alla versione del 1987 (sembra improbabile che il suono sia stato sostituito con quello analogico della batteria di Mason).
Il brano termina con un nuovo tributo al compianto tastierista dei Pink Floyd: sono sue le note di Hammond che concludono l’album, in particolare evidenza in questo coinvolgente finale strumentale. Gli inconfondibili suoni della sua tastiera di Richard Wright si uniscono a quelli della chitarra di David Gilmour, sfumando insieme a conclusione del disco.

CD 2 & 3 – “Delicate Sound Of Thunder” (doppio cd dal vivo, remix 2019)
È uno dei contenuti più interessanti dell’intero box e riguarda sia la nuova versione del doppio cd “Delicate Sound Of Thunder”, sia il filmato del regista americano Wayne Isham, distribuita il 13 giugno 1989 nella videocassetta intitolata “Pink Floyd In Concert – Delicate Sound Of Thunder”. Per realizzare album e video, il regista reclutò un intero team cinematografico al Nassau Coliseum di New York, dove furono registrate cinque seratedello spettacolo dei Pink Floyd tra il 19 e il 23 agosto 1988. Questi concerti concludevano quasi dodici mesi di concerti della band, in tour in giro per il mondo per la prima volta senza Roger Waters. Il 22 novembre 1988, tre mesi dopo quegli spettacoli, furono pubblicate le versioni in cd e vinile di “Delicate Sound Of Thunder”.
Il doppio cd è stato ristampato numerose volte nel corso degli ultimi trent’anni, mentre la vhs non era mai stata riversata ufficialmente su DVD (negli anni Novanta fu convertita digitalmente solo su Laserdisc e VideoCD). La sua edizione DVD/BluRay viene qui proposta al pubblico per la prima volta.
Il lavoro di restyling del filmato e del cd è stato totale. Si sono recuperate tutte le bobine delle riprese, anche quelle non utilizzate in passato, che sono state digitalizzate, restaurate e completamente rimontate, inserendo immagini ed angolazioni inediti. È dunque possibile ascoltare oggi il concerto per la prima volta nella sua forma completa, riproponendo l’originale successione dell’intera scaletta del tour 1987-1988. L’audio è stato completamente rimaneggiato; il remix 2019 di quello che era il primo vero album live completo dei Pink Floyd (“Ummagumma” del 1969 presentava infatti un disco in studio e uno dal vivo) propone sia nel suono che nel contenuto una versione notevolmente rinnovata rispetto alla vecchia edizione. Nel 1988 era stato infatti accorciato di ben sette canzoni, in modo da contenerlo comodamente in un doppio vinile; il doppio cd, uscito in contemporanea, riproponeva fondamentalmente le stesse canzoni del 33 giri, con la sola aggiunta di Us And Them.
L’edizione 2019 del doppio cd ha finalmente tutte le sette canzoni sacrificate nel 1988: nel primo dei due dischetti sono state aggiunte A New Machine Part 1, Terminal Frost e A New Machine Part 1, nel secondo dischetto trovano spazio On The Run, The Great Gig In The Sky, Welcome To The Machine e One Slip. Ci sono alcune differenze anche all’interno della struttura del suono: Sorrow dura infatti quasi un minuto in più rispetto alla versione del 1988, di contro la nuova Money è stata snellita di quasi due minuti, sacrificando gran parte dell’interminabilmente noioso intermezzo reggae caratteristico di quei concerti.

CD 4 – 1987 & 1994 live recordings & unreleased studio recordings
Questo dischetto raggruppa dodici canzoni tra bonus tracks e inedite. Le prime cinque sono tutte versioni live, già pubblicate ufficialmente dai Pink Floyd come b-side di alcuni singoli tratti da “A Momentary Lapse Of Reason” e da “The Division Bell”. Le ultime sette canzoni sono per la prima volta disponibili per il pubblico e provengono dalle session di registrazione di “The Division Bell” del 1993 (anche se la copertina le indica come 1994).
Non ci sono dunque outtakes o versioni differenti dalle registrazioni dell’album del 1987, di cui si conosce l’esistenza, una scelta che ha fatto mugugnare i fan più esigenti della band inglese.

LIVE (ufficiali)
Si tratta di cinque canzoni registrate dai Pink Floyd dal vivo durante i tour del 1987 e del 1994, usate in varie occasioni come b-side o per riempire 12” e cd singoli, realizzati per promuovere album e tour di quegli anni. Si tratta dunque di canzoni già edite in precedenza ma che per la prima volta vengono raggruppate in un unico dischetto. Inutile aggiungere che il sonoro di queste tracce è stato aggiornato agli standard attuali e notevolmente migliorato.

One Of These Days
Fu registrata nel secondo dei due concerti dei Pink Floyd nello stadio di calcio della città tedesca di Hannover, quello del 17 agosto 1994. Questa versione fu pubblicata il 17 ottobre 1994 all’interno delle edizioni su 12” e cd singolo del brano High Hopes, tratto da “The Division Bell” e realizzato in occasione delle date dei Pink Floyd alla Earl’s Court di Londra dell’ottobre 1994 (proprio quelle di “PULSE”). Nell’edizione 2019 si può notare una differenza rispetto alla vecchia versione: nei secondi finali, tra gli applausi, si ascolta la voce di Gilmour che parla in tedesco al pubblico.

Astronomy Dominé
Contenuta nel singolo Take It Back, edito il 16 maggio 1994, era stata registrata a Miami il 30 marzo 1994, la prima data del tour mondiale di “The Division Bell”.
Ci sono dubbi su questa canzone sin dalla sua pubblicazione ufficiale avvenuta 25 anni fa. Confrontandola infatti con la versione live contenuta nei bootleg di quella serata, le due esecuzioni risultano differenti. È possibile che il brano inserito su singolo nel 1994 provenga dal soundcheck di quella data o da qualche prova precedente.

The Dogs Of War / On The Turning Away / Run Like Hell
Le ultime tre canzoni di questa sezione live provengono tutte dal concerto dei Pink Floyd ad Atlanta del 5 novembre 1987. Questo spettacolo fu anche filmato dalla band in vista di una sua trasmissione televisiva e per un probabile videotape ufficiale. I tre filmati di queste canzoni furono utilizzati dalla band tra il 1987 e il 1988 per scopi promozionali, ed erano noti ai fan grazie a numerosi passaggi televisivi nei canali musicali come l’americana MTV o la nostrana Videomusic.
Gli audio di On The Turning Away e Run Like Hell erano stati inclusi nelle versioni su 12” e cd singolo “On The Turning Away” pubblicato il 12 dicembre 1987, mentre The Dogs Of War proveniva dal singolo “One Slip”, realizzato il 13 giugno 1988.

INEDITE IN STUDIO
Le sette inedite, tutte registrate da Gilmour, Mason e Wright nel 1993 (e non nel 1994, come indicano erroneamente i crediti dei brani), superano nell’insieme i trentaquattro minuti e testimoniano che, durante quelle session, la band incise materiale che avrebbe potuto generare oltre a “The Division Bell” e “The Endless River” anche un ulteriore terzo disco in studio (quattro, se si considera “The Big Spliff”, l’album di musica ambientale citato dal loro tecnico Andy Jackson)!!!

Blues 1
Strumentale con andatura ritmica e clima generale che ricordano Pan Am Shuffle, un’altra inedita registrata dai Pink Floyd nel 1991 per la colonna sonora del documentario “La Carrera Panamericana”. Ci sono anche vaghe reminiscenze di Sheep, da “Animals”. Quella elettrica e ritmata è certamente una delle tante sfaccettature riconoscibili nello stile musicale della band, quasi a rappresentarli totalmente e trasformandosi in una sorta di tratto distintivo. In apertura la chitarra distorta di Gilmour e il basso si muovono richiamando One Of These Days, quando arriva incalzante la solida batteria di Mason con il suo ritmo secco e deciso, sostenuto dal ruggente organo di Wright. Suono pinkfloydiano all’ennesima potenza, riconoscibile sin dai primi momenti di ascolto. Sul finale, Gilmour si produce in uno dei suoi classici e immancabili solo mozzafiato, accompagnato da un Wright scatenato sui tasti del suo Hammond, tanto che pare di vederlo lì, in piedi, mentre muove e incrocia magicamente le mani sulla tastiera.

Slippery Guitar
Altro lungo strumentale che richiama altre canzoni dello storico repertorio pinkfloydiano e di quello solista di Gilmour. La più evidente è Us And Them, del quale prende la struttura e in particolare le tonalità del basso e della batteria. Nel 2006 Gilmour ne recupera parte del tema e del giro di chitarra per la sua Then I Close My Eyes, e probabilmente anche l’andatura di The Blue, entrambe pubblicate nell’album “On An Island” e, sul finale, qualcosa di Louder Than Words.
La canzone fu registrata con molta probabilità nei Metropolis Studios di Londra, dove ai Pink Floyd si affiancarono Jon Carin, Guy Pratt, Tim Renwick e Gary Wallis per le incisioni del disco.

Rick’s Theme
Questo breve strumentale è firmato da Richard Wright, sul quale con qualche variazione e aggiunta al tema musicale, la band avrebbe potuto completare una composizione interessante, nel più classico e puro stile pinkfloydiano. Una versione differente e sicuramente precedente, conosciuta con il titolo Untitled, era contenuta tra i video presenti nei bonus dell’album “The Endless River”. In quella occasione, ripresi da una telecamera di servizio all’interno degli studi Astoria, insieme ai tre Floyd c’era il loro produttore Bob Ezrin al basso.
Caratterizzata da un ritmo lento, cadenzato con stile da Nick Mason e dal solenne suono del pianoforte di Wright, Rick’s Theme è un pezzo non ancora completamente definito. Mentre gli altri musicisti sembrano cercare il bandolo della matassa, il pianoforte di Wright non sembra però conoscere tentennamenti di sorta. In sordina, agganciandosi alle note di Wright, Gilmour aggiunge qua e là leggere delicate pennellate con la sua gloriosa sei corde.

David’s Blues
Il blues è una forma musicale verso la quale Gilmour è tornato spesso soprattutto nelle sue recenti collaborazioni. Le influenze del blues sono evidenti non solo sulla sua formazione musicale ma anche su quella di tanti chitarristi degli anni Sessanta, come Clapton, Page, Hendrix e altri. Persino i Pink Floyd, nel periodo fine anni Sessanta-inizi Settanta, ne eseguivano diversi all’interno delle loro scalette. Questa David’s Blues è uno strumentale che sembra inizialmente una ripresa di I Put A Spell On You, che Gilmour aveva suonato dal vivo negli anni Ottanta con la Deep End di Pete Townshend e in due momenti diversi con la band di Jools Holland e la voce di Mica Paris. Ad un minuto dall’inizio, Gilmour comincia a modulare con la sua voce suadente alcune vocalizzazioni, in attesa di aggiungere in un secondo momento dei testi adeguati. Segue un classico assolo, suo imprescindibile marchio di fabbrica.

Marooned Jam
Anche questo è un work in progress della celebre strumentale Marooned, che i Pink Floyd avevano provato diverse volte prima di arrivare ad un risultato soddisfacente. Il video di una di queste prove in studio, tutt’ora inedito, era stato mostrato in coda ad un documentario sulla band trasmesso dalla BBC nel novembre 1994, registrato negli studi Astoria dal trio Gilmour-Mason-Wright affiancati dal loro produttore Bob Ezrin, eccezionalmente al basso.
In Marooned Jam, registrata ai Metropolis Studios di Londra,la fa da padrona la chitarra di Gilmour, che usando al minimo l’effetto whammy che la rese famosa arriva a toccare tonalità al limite dello sperimentale. C’è il pianoforte di Wright, le tastiere di Carin e ovviamente il preciso basso di Pratt.

Nervana
Ricorderete che una versione di Nervana della durata di 5:30 e ripresa ai Metropolis Studios di Londra, era stata già inserita sia in versione audio che video nel bonus disc contenuto nell’edizione deluxe dell’album “The Endless River”. La nuova versione di Nervana è differente, possiamo definirla più grezza e meno rifinita rispetto a quella già pubblicata nel 2014. È ovviamente un tributo dei Pink Floyd al grunge e in particolare alla band dei Nirvana, con il titolo del brano che arriva da un gioco di parole legato proprio al nome del gruppo. Nel tentativo di avvicinarsi alle sonorità del gruppo di Kurt Cobain, l’assolo di Gilmour è volutamente ruvido e crudo, richiamando quello di Young Lust inciso con i Pink Floyd nel 1979.

High Hopes (Early Version)
È stata condivisa dai Pink Floyd il 27 settembre attraverso il loro personale canale YouTube. Definita come early version, non si tratta però della demo originale scritta in solitaria da David Gilmour e sulla quale la band lavorò in studio, registrandola come traccia conclusiva di “The Division Bell”. Questa High Hopes (Early Version) è una delle prime versioni incise dalla band. Rispetto alla versione “finita”, ci sono delle leggere differenze non solo nel testo (manca ad esempio la frase finale ‘The Endless River’) ma anche nella struttura musicale del brano. Dal punto di vista vocale ha in primo piano la sezione bassa della voce di Gilmour, mentre quella alta è relegata in secondo piano (saranno invertite nella versione definitiva). L’assolo conclusivo è infine realizzato da Gilmour con la chitarra elettrica e non con la slide.

CD 5: Live at Knebworth 1990 (Remixed)
Il 30 giugno 1990 ebbe luogo una edizione speciale del festival di Knebworth, dove si avvicendarono sul palco oltre ai Pink Floyd nomi storici come Eric Clapton, Paul McCartney, Dire Straits, Elton John, Genesis e altri ancora. I Pink Floyd riproponevano sostanzialmente la band del tour precedente, alla quale furono affiancati la sassofonista Candy Dulfer, che sostituì Scott Page e che suonò su Shine On You Crazy Diamond (1-5) e Money e la cantante Clare Torry, che replicava per la prima volta sul palco con i Pink Floyd la sua performance vocale per The Great Gig In The Sky.
Come nel caso di “Delicate Sound Of Thunder”, il nuovo cofanetto propone sia la versione video che quella audio, ovviamente con le immagini e il sonoro restaurati. In entrambi i casi si tratta di due uscite parzialmente inedite. I video diShine On You Crazy Diamond (1-5) e di Run Like Hell erano già stati inseriti nella versione ufficiale del concerto (dalla vecchia vhs fino al recente Blu-Ray), mentre l’audio di Comfortably Numb e di Run Like Hell si rintracciano nel doppio cd ufficiale del 1990 dedicato al festival ed intitolato “Knebworth – The Album”.
Della performance ufficiale dell’intera esibizione dei Pink Floyd esistevano inoltre due documenti ufficiali: la trasmissione televisiva offerta in differita da MTV e la diretta radiofonica, della quale son disponibili numerose fonti. Oltre a quella gestita per il Regno Unito tra le 12.30 e le 23 da BBC Radio One (la diretta per l’Italia era curata da Rete 105), esisteva anche un cd promozionale radiofonico con l’audio dell’intero concerto, destinato alle stazioni radio statunitensi, approntato nel 1992 dal network americano Westwood One.
L’apertura del set è riservata alle prime cinque parti di Shine On You Crazy Diamond, brano che apriva i loro recenti concerti. Un abbassamento del livello sonoro nelle prime parole cantate da Gilmour, rintracciabile nella diretta radiofonica, è stato abilmente corretto. L’esecuzione è da manuale e convince anche l’inedito intervento di Candy Dulfer. Chi conosceva bene i documenti d’archivio prima elencati, ricorderà che l’esibizione di Clare Torry in The Great Gig In The Sky non fu proprio memorabile. La cantante, che era al centro del palco e aveva Gilmour alla sua destra impegnato con la slide e Guy Pratt alla sua sinistra, offrì al pubblico di Knebworth una versione praticamente da dimenticare. Magie dei software digitali utilizzati per restaurare l’audio di questi concerti ed ecco che la voce della Torry è perlomeno accettabile. Si recupera immediatamente con Tim Renwick che introduce con la sua dodici corde l’immancabile Wish You Were Here. Questo video è stato già mostrato in anteprima a partire dal 29 agosto all’interno del canale ufficiale YouTube dei Pink Floyd. La qualità video di questa canzone – e presumibilmente anche di tutto il concerto – non potrà regalare i miracoli visivi di “Delicate Sound Of Thunder”: i master da cui si è partiti sono nastri analogici che non assicurano la stessa risoluzione della pellicola. Segue Sorrow, che sorprende ancora una volta per l’inimitabile suono della chitarra di Gilmour, che fa vibrare i cuori di tutti i presenti. La successiva Money è stata accorciata di oltre un minuto: anche qui il taglio è stato effettuato nella lunga jam reggae centrale del brano. Comfortably Numb non tradisce le aspettative regalando, nonostante la pioggia che disturbava non poco pubblico e musicisti, uno dei migliori solo di quel periodo. La canzone è stata accorciata di un minuto rispetto alla versione radiofonica, tagliando anche gran parte della sezione della sirena eseguita sul finale da Gilmour. Run Like Hell chiude come da tradizione i loro concerti ed è un finale con i botti – in tutti i sensi – dato che si possono ascoltare gli scoppiettii dei fuochi d’artificio, uno dei tanti effetti pirotecnici di questo fantastico spettacolo.

45 GIRI
“Lost For Words” (Tour Rehearsal 1994) – 5:35
Una delle due canzoni che faranno parte dei due singoli su vinile compresi nel cofanetto è disponibile anche all’interno della raccolta “The Later Years 1987-2019 (Highlights)”, che sarà disponibile a partire dal 13 dicembre su cd e doppio vinile.
La registrazione è tratta da una prova del tour 1994 ed è sorprendente per qualità e precisione di esecuzione, tanto che sembra di ascoltare la versione ufficiale in studio dello stesso brano! Bellissimo il solo finale di Gilmour con la chitarra acustica. Bello il finale; un vero gioiellino, uno dei tanti contenuti in questo cofanetto.

In conclusione, la sezione audio del cofanetto conferma il perfezionismo formale della band e potrà essere apprezzata maggiormente dai possessori di un adeguato impianto di alta fedeltà.
Il cofanetto contiene materiale valido e può accontentare sia il semplice fan che l’irriducibile archivista. Non sono state tradite le aspettative di quanti hanno amato il periodo 1987-1994 della band capitanata da David Gilmour. Sono spettacoli e dischi con cui i cinquantenni di oggi hanno scoperto i Pink Floyd, innamorandosi della loro musica grazie alle canzoni e ai concerti di “A Momentary Lapse Of Reason” e “The Division Bell”.
L’unico rammarico è che la band si sia fermata dopo l’album e il tour del 1994. Gilmour, Mason e Wright avevano finalmente ritrovato la magica armonia che li univa in passato e avrebbero potuto regalarci ancora ulteriori e validi lavori, nel segno distintivo del suono dei nuovi Pink Floyd.

Un ringraziamento personale va alla Warner Music Italy per avermi offerto l’opportunità di ascoltare questo materiale con diverse settimane d’anticipo rispetto alla pubblicazione ufficiale.

 

TRACKLIST

#1
01. Signs Of Life - 2019 Remix (04:23)
07. Round And Around - 2019 Remix (01:12)
08. A New Machine (Pt. 1) - 2019 Remix (01:46)
09. Terminal Frost - 2019 Remix (06:16)

#2
02. Signs Of Life - Live, Delicate Sound Of Thunder, 2019 Remix (03:18)
06. A New Machine Pt. 1 - Live, Delicate Sound Of Thunder, 2019 Remix (01:35)
07. Terminal Frost - Live, Delicate Sound Of Thunder, 2019 Remix (06:17)
08. A New Machine Pt. 2 - Live, Delicate Sound Of Thunder, 2019 Remix (00:34)
11. On The Turning Away - Live, Delicate Sound Of Thunder, 2019 Remix (09:11)

#3
01. One Of These Days - Live, Delicate Sound Of Thunder, 2019 Remix (06:17)
03. On The Run - Live, Delicate Sound Of Thunder, 2019 Remix (02:48)

#4
01. One Of These Days - Live in Hannover 1994 (06:56)
06. Blues 1 - 1994 Recording (05:23)
07. Slippery Guitar - 1994 Recording (06:40)
08. Rick's Theme - 1994 Recording (02:33)
09. David's Blues - 1994 Recording (04:28)
11. Nervana - 1994 Recording (04:56)
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