«GET THE MONEY - Taylor Hawkins» la recensione di Rockol

"Get The Money", la dura vita da star di Taylor Hawkins

Non solo Foo Fighters per il biondo batterista, che, da Dave Grohl a Duff McKagan e Chrissie Hynde, ha messo insieme una vera e propria parata di stelle per dare sfogo alla sua ironica creatività

Recensione del 14 nov 2019 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Evidentemente essere il batterista di una delle band più celebrate degli anni duemila non è tutto nella vita. Approfittando di un periodo di tempo libero dagli impegni di una vita perennemente a pieni giri, Taylor Hawkins, sodale ormai storico di Dave Grohl nei Foo Fighters, ha colto l’occasione per riprendere le fila del suo ensamble di fiducia per un nuovo capitolo della ditta Taylor Hawkins and The Coattail Riders, dal titolo goliardico di “Get The Money”.

Così, mentre l’iperattivo Dave si è dedicato in primis alle grigliate, proclamandosi “re dei barbecue”, il biondo motore ritmico dei Foos ha messo insieme le idee per un disco graffiante e diretto, pieno zeppo di rimandi e riferimenti ai suoi ascolti preferiti, coinvolgendo nel progetto amici e colleghi illustri. Partendo da una frase che Joe Walsh degli Eagles gli ha detto tempo addietro, ovvero un lapidario “Smetti di essere uno sfigato e datti da fare” in tutta risposta ai numerosi incarichi rimarcati nella giostra dei Foo Fighters, il musicista di Forth Worth ha rimesso in moto la propria creatività con l’idea di raccontare con disinvoltura il suo mondo fatto di rock, famiglia e larghi sorrisi altrettanto rock.

Con una formazione composta da Chris Chaney, bassista dei Jane’s Addiction, Brent Woods, chitarrista dei Wildside, e John Lousteau, co-produttore del disco, il collettivo si è avvalso inoltre di una vera e propria parata di star riunita per prestare la propria partecipazione al progetto. In una carriera ormai più che ventennale, il carismatico Taylor ha stretto collaborazioni e alleanze di pregio, a partire dal suo prezioso contribuito al classico degli anni Novanta “Jagged Little Pill” di Alanis Morrisette, l'idea di un album “corale” sembra essere quindi sia un sentito omaggio che una buona occasione per divertirsi in sala di registrazione. Dallo stesso Grohl a Duff McKagan dei Guns N’ Roses, passando per il collega Pat Smear e poi, ancora, Chrissie Hynde dei Pretenders, Perry Farrell dei Jane’s Addiction, Jon Davison degli Yes fino al suo idolo di sempre, Roger Taylor dei Queen, gli ospiti del disco si affollano in una tracklist che presenta collaborazioni in otto pezzi su dieci.

Si passa in breve dal tiro disinvolto di “Crossed the line”, storia di qualcuno che deve aver fatto un brutto torto a Mr. Hawkins, al più grezzo e nervoso “C U in hell”, combinando glam, hard, punk, garage e tanto altro, assecondando il senso di grande svago che regna sovrano in “Get The Money” fin dalla copertina. È proprio la canzone che dà il titolo all’album a fornire uno dei momenti più efficaci, in cui lo scambio di battute tra Taylor e Chrissie Hynde racconta dei vizi di un uomo che ha avuto tutto dalla vita, prendendo di mira la vita dorata di quelle star che, avendo avuto tutto dalla vita, hanno dimenticato le proprie origini. “Sei un marmocchio viziato / Pensi di meritare questa merda?” e “Un uomo adulto che si comporta come un bambino” sono i botta e risposta che i due si scagliano addosso in un brano insieme sensuale e sarcastico, dalla ritmata atmosfera caraibica.

Ancora, AC/DC, Def Leppard, Thin Lizzy, ELO e naturalmente i Queen sono i principali punti di riferimento di un album che strizza l’occhio al passato, celebrandolo senza troppi rimpianti. “Get The Money” si rivela da subito la prova del nove delle brillanti doti di performer di Taylor Hawkins. Si tratta di passione in fondo: i singoli interventi degli artisti che vi hanno preso parte sono immersi in tanta esuberante euforia, lasciando sul campo una sequenza di canzoni che scorre rapida con il riff martellante di “I really blew it”, l’enfasi nervosa di “You’re no good at life no more” e la grintosa autoironia di “Middle child”. Recuperato così lo spirito ribelle dei tempi, non resta che brindare e rilassarsi al sole caldo della California.

TRACKLIST

01. Crossed The Line (04:24)
02. Don't Look At Me That Way (04:06)
03. You're No Good At Life No More (04:08)
04. I Really Blew It (02:41)
05. Queen Of The Clowns (04:19)
06. Get The Money (04:46)
07. C U In Hell (04:31)
08. Middle Child (03:46)
09. Kiss The Ring (04:09)
10. Shapes of Things (03:28)
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