«SECRET DIARIES - Elisa» la recensione di Rockol

Elisa continua a svelare le pagine dei suoi 'diari segreti'

La recensione del nuovo Ep della cantautrice friulana, che raccoglie alcuni brani inediti rimasti fuori dai suoi ultimi lavori.

Recensione del 07 giu 2019 a cura di Mattia Marzi

La recensione

La notizia è che stanno arrivando tantissimi altri inediti di Elisa, oltre a quelli contenuti in questo mini album. Usciranno quando la cantautrice friulana avrà voglia di farli uscire, caricandoli a sorpresa in una playlist "in divenire" sulle piattaforme di streaming. Un modo non tradizionale di far arrivare la musica al pubblico, sicuramente non inedito - all'estero lo hanno fatto già in parecchi - ma comunque interessante. Qua, intanto, ci sono cinque tracce, tutte in inglese: quasi un ritorno alle origini per Elisa. Una è la versione originale di "Con te mi sento così", uno dei pezzi contenuti nell'ultimo album della cantautrice, "Diari aperti", di cui questo Ep rappresenta una logica prosecuzione. Le altre quattro, invece, sono canzoni nuove, che Elisa non aveva mai pubblicato prima d'ora, pescate proprio dai suoi diari segreti.

"Secret diaries" è figlio dello stesso atteggiamento e della stessa attitudine di "Diari aperti" e del tour che quest'anno ha visto Elisa tornare ad esibirsi nella dimensione più intima e familiare dei teatri, dopo anni di tour nei palasport: queste canzoni escono fuori dagli stessi bauli che la cantautrice ha svuotato negli ultimi mesi, dopo i concerti all'Arena di Verona con cui ha festeggiato i suoi vent'anni di carriera e dopo la separazione dalla sua storica etichetta discografica. Sono brani "fatti in casa", poco prodotti, non passati per molte mani e molti studi: Elisa ha deciso di condividerli così com'erano, senza togliere e senza aggiungere niente.

"You don't love me like I do" è una ballata tutta pianoforte e voce, mentre in "Feeling this way", "I don't do neverminds" e "A parallel World" (che ricorda un po' le atmosfere rock di "Pearl days" e "Heart") ci sono in primissimo piano le chitarre: ad eccezione di "My America", l'unico pezzo dell'Ep sporcato di elettronica, gli arrangiamenti sono caldi e soffusi, quasi da demo.

Elisa si guarda indietro: ripensa al passato (in "My America" sembra ricordare i mesi a Berkeley, in California, dove venne mandata appena ventenne per registrare con Corrado Rustici quello che sarebbe poi diventato il suo album d'esordio, "Pipes & Flowers": "It was my time for revolution / a good time for revolution", canta), alle cose imparate dagli errori commessi, ai sogni che si è lasciata alle spalle. Filtrando le esperienze di ieri con la maturità di oggi e trasformando le pagine dei suoi diari segreti in musica.

TRACKLIST

02. You don't love me like I do
03. I don't do neverminds
04. My America
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