«EXTINCTION LEVEL EVENT - Busta Rhymes» la recensione di Rockol

Busta Rhymes - EXTINCTION LEVEL EVENT - la recensione

Recensione del 04 gen 1999

La recensione

Se Busta Rhymes avesse un dollaro per ogni ‘fuck’ che pronuncia su questo disco sarebbe assai più ricco di quanto non sia già. E non è che attualmente sia messo male a soldi. Certo, seguendo una tradizione consolidata in materia di hip hop, anche lui, non appena ‘arrivato’ a livello di popolarità, ha iniziato a entrare e uscire di galera, ma questa è un’altra storia, anzi questo tipo di celebrità forse (e purtroppo) gliene frutterà degli altri. Busta Rhymes è adesso come adesso guardato come il numero uno della scena rap east coast, facendo rinverdire fasti che albergavano ormai in tempi lontani, sepolti dalla spirale di violenza e rime che aveva dominato la scena direttamente da L.A. "Extinction level event" è forse il suo album più ambizioso, primo passo in solitario del progetto Flipmode che mira a creare un’etichetta che divenga un vero e proprio punto di riferimento, producendo talenti e divulgandone le gesta, i vestiti, il modo di pensare. L’album rimanda al solito tema (l’avevano esplorato anche i Public Enemy) dell’Armageddon finale, o Apocalisse, chiamatela come volete, ed è infarcito di testi espliciti alquanto coloriti e sfrontati: Busta li rappa con la sua solita violenza e potenza, a una velocità che ha dello strabiliante, ma al di là di questo il disco non sembra avere molto da dire, almeno dal punto di vista delle soluzioni prettamente musicali: di fatto "Extinction..." è un lavoro alquanto crudo, assai scarno, se si eccettuano un paio di lenti d’atmosfera, e i due duetti con Janet Jackson e Ozzy Osbourne (viene ripresa la sua "Iron man"). Funziona l’approccio bastardo al funky che rimanda a gloriose pagine della musica nera, il suo stile interpretativo, ma il gioco di rimandi con la Flipmode e le ripetizioni ossessive di alcune metriche sinceramente annoiano, e pure un bel po’. È quasi un peccato che un rapper dalla metrica così fluida non si prenda su un intero album un momento nel quale lasciarsi scorrere e mettere tutti al tappeto. Succede, per ironia della sorte, proprio sul pezzo di Ozzy Osbourne, e i risultati si sentono. Busta vuole costruire l’impero Flipmode, ma non è grazie a dischi del genere che potrà recuperare i fondi necessari ai primi investimenti.

"Intro - there’s only one year left!!!"
"Everybody rise"
"Where we are about to take it"
"Extinction level event (the song of salvation)"
"Tear da roof off"
"Against all odds" featuring Flipmode Squad
"Just give it to me raw"
"Do it to death"
"Keepin’ it tight"
"Gimme some more"
"Iz they wildin wir us & gettin’ rowdy wit us" featuring Mystical
"Party is goin’ on over here"
"Do the bus a bus"
"What’s it gonna be?!" featuring Janet Jackson
"Hot shit makin’ ya bounce"
"What the fuck you want!!"
"This means war!!" featuring Ozzy Osbourne of Black Sabbath
"Outro - the burial song"
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