«CONTROVERSO - Gang» la recensione di Rockol

Gang - CONTROVERSO - la recensione

Recensione del 29 mar 2000

La recensione

Si ascolta con il cuore, il nuovo album dei Gang, perché arriva da un posto remoto, che sembrava ormai dimenticato e che invece – ci accorgiamo con gioia – esiste ancora, e si chiama coscienza, e memoria. I fratelli Severini scelgono di tornare a puntare sul rock per raccontare, in 13 canzoni, storie, emozioni e paesaggi, ma soprattutto per fare il punto di un presente che sempre più avviluppa e confonde, e che invece la band marchigiana sa interpretare e collocare nel giusto ‘qui e ora’. E’ un disco che non propone risposte nè slogan facilmente praticabili, “Controverso”, è piuttosto un album trasversale e laico, nel quale andare a cercare e a riscoprire parti di sé che ognuno può pensare di aver ormai dimenticato. Qualcosa si muove, comunque, intorno a noi, e i Gang ce lo raccontano. Musicalmente i Gang hanno ritrovato la strada maestra che li ha spesso consacrati una felice espressione di un rock un po’ barricadero e un po’ fuorilegge, schierato e rabbioso, capace in questa occasione di poter contare sul felice lavoro di una band che ha suonato e suonato fino a rodarsi al punto giusto, e a mettere in cantiere un album tirando verso la stessa direzione (oltre ai fratelli Marino e Sandro, Paolo Mozzicafreddo alla batteria, Francesco Caporaletti al basso e Andrea Mei alle tastiere). E’ un disco molto robusto e compatto, questo, registrato assecondando tempi creativi e artistici giusti e opportuni. Marino ha scritto alcuni testi splendidi (“Qui”, “Se mi guardi, vedi”, “Quando gli angeli cantano”, “Vorrei”, giusto per citarne alcuni) e l’album tutto è un condensato di energia. Alcune canzoni meritano poi una citazione particolare, come la bellissima “Paz”, dedicata ad Andrea Pazienza, uno dei protagonisti artistici e culturali della generazione dei Gang, oppure il brano realizzato con Erri De Luca, “Reflescìasà”, una delle mille storie di emigrazione, oppure le citazioni pasoliniane di “Non è di maggio” – ispirata alle “Ceneri di Gramsci” – e “Se mi guardi, vedi” – definizione che Pasolini diede di Madre Teresa di Calcutta, “é una che quando guarda, vede” - , o ancora l’Apocalisse di San Giovanni che è dietro il brano “Lavami nel sangue dei miei nemici”. Ma a differenza di quanto successo in passato con alcune prove dei Gang, a tratti troppo didascaliche e retoriche, “Controverso” si offre come un album dai testi scarni e asciutti, dove nessuno dei collegamenti e delle citazioni sopra riportate è espressa apertamente, o bellamente. Tutto è lasciato sotto una scorza di essenzialità e ispirazione che fa venire voglia di consigliare questo disco a chiunque. Non c’è molto di innovativo, certo, nella musica rock dei Gang, e forse non è neanche giusto chiedere a loro una rivoluzione musicale. Più che di forma, i fratelli Severini si sono sempre occupati di sostanza e di emozioni, su questo album non ne mancano, anzi, sono così tante da meritare attenzione e rispetto. Se le guardate, le vedete.
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