Recensioni / 24 gen 2019

Fedez - PARANOIA AIRLINES - la recensione

“Paranoia airlines”, un viaggio nella testa di Fedez

Niente canzonette estive o ritratti collettivi. Nel nuovo album, Fedez usa l’emo trap per farci fare un giro nella sua testa, fra debolezze, paranoie e ricordi.

Voto Rockol: 2.5 / 5
Recensione di Claudio Todesco
PARANOIA AIRLINES
Epic (CD)

La casa più grande e meno gente da invitare. Litigi, pianti e silenzi. Con la partner è una guerra di nervi, le promesse si infrangono, le paure si affogano nell’alcol. Cicatrici vere e amici falsi. La coscienza d’essere diventato quel che si è sempre odiato. Quello di “Paranoia airlines” è il Fedez più confuso e vulnerabile che possa capitare di sentire. Al posto di celebrare fama e ricchezza come fanno certi rapper che la fama e la ricchezza di Fedez la sognano, lui espone dubbi, debolezze, zone d’ombra. E a volte, al posto di raccontare il presente, rimugina sul passato. Non è quel che ci si aspetta dall'uomo che si è sposato da poco con una donna di successo, che ha avuto un bel figlio, che su Instagram saluta ridendo da un atollo alle Maldive.

“Paranoia airlines” non ha lo spirito leggero e goliardico di “Comunisti col Rolex” e nemmeno l’ambizione di raccontare una certa Italia di “Pop-hoolista”. Se quest’ultimo descriveva una nazione che «batte le mani quando il suo aereo atterra, ma non batte ciglio quando il Paese affonda», “Paranoia airlines” è giocato in buona parte su introspezione e fragilità. C’entrano il carattere del cantante, che vive anche di conflitti e contraddizioni, e c’entra la emo trap che gli permette di raccontare le sue paure unendo due grandi passioni musicali, il rap e il punk-pop che ascoltava da ragazzo. Per evocare questo mondo, Fedez si è affidato al produttore Michele Canova e in tre pezzi (“Record”, “L’una per l’alcol” e “Segni”) a Takagi & Ketra, eppure “Paranoia airlines” non suona come un disco dell’uno o degli altri. «Quando sono in studio», dice il cantante, «non ho bisogno di un produttore, ma di uno psicologo».

In un panorama pop dove trionfano iperboli e celebrazioni, la paranoia è una buona notizia. È più interessante dell’euforia o del vanto da spaccone. Ci si fa dischi meno insignificanti. Peccato che qui si resti in superficie, che musica e parole suggeriscano un qualche dramma per poi ricadere immancabilmente nel “carinismo”, stato patologico del pop italiano. Fedez non esplora fino in fondo queste cattive vibrazioni, questa cupezza, «gli occhi tristi e il naso da clown» per usare le sue parole. E difatti due dei singoli scelti per lanciare l’album sono il pop "normale" di  “Holding out for you” con la voce di Zara Larsson e la (debole) dedica al figlio “Prima di ogni cosa”.

Nei precedenti dischi di Fedez abbondavano citazioni citabili e frecciatine. Qui di frizzantino c’è giusto il finale “TVTB” con la Dark Polo Gang che nulla c’entra col resto dell’album. È un quadretto di sesso fumettistico, fra museruole, gang bang e doppi sensi da scuola media. Fedez tiene per sé giusto il ritornello. «Tu sei da censura», canta come un tredicenne che commenta la foto della sua influencer preferita, mentre attorno a lui è tutto un «anche tua mamma è una mia ex, gli piace bere a canna, non vuole il bicchiere». Il modello dichiarato è “I love it” che Kanye West e Lil Pump hanno presentato in settembre ai Pornhub Awards. L’icona del rapper americano torna in “Kim & Kanye West”. I Kimye italiani sono ovviamente i Ferragnez, ma il riferimento è solo implicito, resta la premessa tradita di un pezzo dove Fedez poteva raccontare qualcosa di significativo e invece preferisce farci ascoltare una rimpatriata con l’amico Emis Killa ed evocare l’immagine cafonal e trita degli amanti che s’abbracciano sotto una pioggia di banconote.

È un’occasione persa ed è indicativa di com’è l’album. Per ogni suggestione interessante c’è un ammiccamento ruffiano. E così “Paranoia airlines” non è un concept su paure e debolezze, ma un album che contiene di tutto e anzi sembra una playlist che passa dal pop radiofonico a “Che cazzo ridi”, inno all’incoerenza in cui Fedez spiega che «volevo cambiare il mondo con le mie idee, è stato più facile cambiare idea». È forse il momento migliore del disco, di sicuro è uno dei più significativi. La canzone può essere letta come un’ammissione di colpa, Fedez la racconta invece come la presa di coscienza del fatto che, quando sei giovane e squattrinato, «odi perché vorresti avere quel che non hai». In altre parole, non ha torto adesso che espone marchi su Instagram, aveva torto cinque anni fa quando si lamentava che «qui comandano i product placement».

In queste 16 canzoni non ci si imbatte in passaggi musicali che viene voglia di riascoltare. Emerge se non altro la voglia di variare timbri e stili canori. Se “Prima di ogni cosa” è cantata (male) in modo tradizionale, altrove la voce è effettata, ora intona brevi melodie e ora rappa, ora è tenera e ora fredda. “Che cazzo ridi” sembra interpretata da un robot sotto benzodiazepine, “Kim & Kanye West” è rappata in modo tradizionale, “Record” è in parte recitata e in parte cantata, con le strofe che si aprono nel ritornello che rimanda all’it pop. Una molteplicità di voci abita l’album e forse l’autore.

«I miei dischi si portano dietro una sfumatura di bipolarità», ama dire Fedez. Dice anche che avrebbe potuto fare un album più pop, che questo non è quel che i fan s’aspettano, ma che «il modo migliore per non deluderli è essere sincero con me stesso». Eppure “Paranoia airlines” sarebbe stato più interessante se Fedez avesse osato di più. È un cantante irrilevante quando recita aforismi come «l’amore non è mai ricambiato, l’odio lo è sempre» o calembour come «si vive d’istinto, si muore distanti». È un uomo che può raccontarci un’esperienza autentica quando dice «chiedimi se sono ferite, chiedimi se sono felice, e dopo fammi un’altra foto che metto a fuoco questo vuoto».

TRACKLIST

01. Prima di ogni cosa - (03:07)
02. Holding out for You (feat. Zara Larsson) - (03:01)
03. Amnesia - (02:43)
04. Che cazzo ridi (feat. Trippie Redd) - (03:36)
05. Paranoia Airlines - (03:21)
06. Fuckthenoia (feat. Annalisa) - (02:42)
07. Record - (03:03)
08. Kim & Kanye (feat. Emis Killa) - (02:55)
09. Sfregi e difetti - (03:04)
10. L'una per l'alcol - (02:40)
11. Così - (03:24)
12. Un posto bellissimo - (03:04)
13. Cosa senza spine (feat. LP) - (02:26)
14. Segni - (02:17)
15. Buongiornissimo - (02:32)
16. TVTB (feat. Dark Polo Gang) - (03:20)