«SOLO PIANO III - Chilly Gonzales» la recensione di Rockol

Chilly Gonzales - SOLO PIANO III - la recensione

Recensione del 03 ott 2018 a cura di Francesco Locane

La recensione

Compositore, pianista, rapper, produttore e autore: sono le voci principali del CV di Jason Beck, in arte Chilly Gonzales, una delle figure artistiche più eclettiche e interessanti emerse dal Canada negli ultimi decenni. Vincitore di un Grammy per la collaborazione con i Daft Punk in “Random Access Memories”, detentore del record mondiale per la più lunga performance senza interruzioni (27 ore e rotti alla tastiera), il musicista di Montréal conclude la sua trilogia per piano solo con un album più vario e riuscito dei precedenti, che risalgono al 2004 e 2012. 

Ogni canzone è dedicata – e in qualche modo si ispira – a un personaggio realmente esistito, dalla ginnasta Nadia Comaneci all'aviatrice Amelia Earhart. Tuttavia la prospettiva biografica è solo una delle tante letture possibili: “Solo Piano III” affascina l'ascoltatore attento proprio per quanto è sfaccettato. Sviluppa le melodie dei Beach House di “Space Song” nella rarefatta “Be Natural”, o costringe Bach in uno spiazzante tempo dispari nell'altrettanto riuscita “Prelude In C Sharp Major”, dedicata all'autrice di “Switched-On Bach”, la pioniera del Moog Wendy (già Walter) Carlos. 

Per quanto “Chico” e “Famous Hungarians” citino direttamente Satie, i richiami all'impressionismo dei capitoli I e II qui sono mischiati alle splendide sospensioni jazz di “Pretenderness” (uno degli apici del disco), trasportati su scale pentatoniche tra il Mississippi e l'Etiopia in “Cactus Impromptu” o spazzati via dalle volute di “Blizzard In B Flat Minor”, inquiete come i proverbiali archi di Bernard Herrmann. Gonzales non rinuncia affatto a momenti romantici, fraseggi cantabili e fioriture melodiche ma, dalla soffice apertura di “Treppen” ai chiaroscuri di “Whist”, si affida a modulazioni e dissonanze per instillare nell'ascoltatore un inedito e sottile senso di turbamento, conquistandolo del tutto.

TRACKLIST

01. Treppen (01:30)
02. Pretenderness (02:43)
04. Famous Hungarians (02:05)
05. Chico (01:26)
06. Nimbus (02:01)
07. Be Natural (03:46)
08. Ellis Eye (02:53)
09. Present Tense (02:40)
10. Cactus Impromptu (02:13)
11. Lost Ostinato (03:00)
13. October 3rd (03:19)
14. Kopfkino (03:46)
15. Whist (02:27)
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