SOTTO IL SEGNO DEI PESCI 40TH ANNIV. EDT.(BONUS TRACKS 1 INEDITO+BOOKLET 28 PG.)

Universal Music (CDx2)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Davide Poliani

I festeggiamenti per quello che lo stesso autore ha definito (e continua a definire) il suo "disco più importante" sono senz'altro giustificati, non solo per l'effettiva importanza che "Sotto il segno dei pesci" ha rappresentato nella carriera di Antonello Venditti. Oggi, con un certo tipo di approccio alla scrittura riscoperto dalle nuove leve - Ermal Meta in primis, ma anche una buona fetta della nuova ondata it-pop - una genuina riscoperta della fonte è tutto sommato doverosa: per il cantautore romano la ripubblicazione di "Sotto il segno dei pesci" suggella una sorta di seconda giovinezza, o, meglio ancora, di salutare vacanza dal ruolo di icona - il Folkstudio, gli anni Settanta, l'osservazione sociale e tutto il resto - che il più delle volte è l'anticamera della pensione. Quindi siamo contenti per lui e per noi: quando Venditti ci ha detto, al termine dell'avventurosa serata dedicata al quarantennale del disco, a Verona, di essere a buon punto nella lavorazione di un nuovo album, la curiosità ci è venuta. Perché, dopo tutto, quarant'anni potrebbero essere - musicalmente e non solo - molto, molto meno che tanto tempo fa.

Dal punto di vista prettamente musicale, sulla riedizione di "Sotto il segno dei pesci" non c'è molto da dire: l'inedito - l'outtake "Sfiga" - vale più come chiave che decifrare il processo di scrittura del disco che come brano in sé, con attinenze a "L'uomo falco" e - musicalmente - "Bomba o non bomba", mentre le versioni in francese di "Sara" e "Sotto il segno dei pesci" sono curiosità da completisti che - tuttavia - possono fare la felicità anche di appassionati meno ossessivi, con le registrazioni dal vivo d'annata di "Bomba o non bomba", "Sara", "Chen il cinese" e della title track a fare da contorno. Niente di epocale, d'accordo, ma per una riscoperta istituzionale di Antonello Venditti, cantautore obliquo - impegnato ma pop, d'élite ma non troppo - da qualche parte bisognava pure iniziare.