Rockol - sezioni principali

Recensioni / 23 giu 2018

Nine Inch Nails - BAD WITCH - la recensione

L'EP-LP dei Nine Inch Nails: "Bad witch"

La trilogia di Trent Reznor viene chiusa da questo lavoro: 31 minuti di musica interessanti più per come sono catalogati che per il suono in sé

Voto Rockol: 3.5/5
Recensione di Gianni Sibilla
BAD WITCH
Caroline International License Internal (CD)

EP="Extended play". LP (detto anche album)="Long playing". Che cos'è "Bad witch"? E' il terzo capitolo della della trilogia inaugurata dalla band guidata da Trent Reznor nel 2016 con “Not The Actual Events” e proseguita nel 2017 con “Add Violence”? Ma è un EP o un album

Dovevano essere tre EP, invece questo lavoro, 6 canzoni per poco più di 30 minuti, è stato presentato come album.
Il punto interessante di questa uscita è più nella discussione che ne è nata, che non nella musica in sé. Rispondendo ad un fan, che criticava la scelta di etichetta, pensando fosse una presa in giro, Reznor ha dichiarato:

“Vuoi sapere perché è stato etichettato come LP invece che come EP? Gli EP si presentano con singoli su Spotify e altri servizi di streaming = si perdono più facilmente. Gli EP sembrano meno importanti nel mondo di oggi in cui la musica non è tanto importante quanto un tempo. Perché renderlo più facile da ignorare?”

Non è solo una questione di forma e sostanza. I formati della musica incidono sulla creatività della musica stessa. I limiti di spazio del vinile hanno spesso spinto gli artisti a contenere la produzione (pubblicare dischi doppi, per molto tempo, poteva essere considerata una scelta commerciale suicida), mentre l'arrivo del CD ha fatto sì che progressivamente un album potesse arrivare a durare 60-70 minuti. Oggi il digitale non ha più limiti di spazio, ma la questione della catalogazione dei prodotti rimane. Ha ragione Reznor: oggi funzionano le singole canzoni (grazie alle playlist) e gli album. Per farvi un esempio: recentemente abbiamo pubblicato una recensione di una serie di EP di Springsteen. Impossibili da trovare singolarmente, se non con ricerche molto precise. Facile da trovare grazie ad una playlist curata dallo staff dell'artista. Il dibattito su questo EP ha contribuito a gettare un po' di luce sulla questione.

Poi c'è la musica: esattamente come gli altri EP, le canzoni di questa pubblicazione sono senza infamia e senza lode. Il solito assalto sonoro di Trent Reznor nelle prime due canzoni, "Shit Mirror" e "Ahead of Ourselves", nonché nell'inizio di "Play the Goddamned Part" - qua, dopo il primo minuto le cose si fanno un po più interessanti per l'uso di diversi sax, che si uniscono alle batterie, ricorda un po' alcuni pasaggio del David Bowie di "Blackstar".
Bello il finale solo con i sassofoni, quasi free-jazz I sax ritornano qua e la, anche nelle lunghe due canzoni finali - "I’m Not From This World" e "Over and out" - rispettivamente 6' e 40" e 7'52, che permettono all'EP/LP di andare sopra alla quota di 31 minuti.

Alla fine, oltre alle discussioni sul formato, musicalmente l'uso dei fiati è la cosa più interessante di una collezione di canzoni che, comunque la si voglia definire, poco aggiunge e nulla toglie al profilo dei Nine Inch Nails.

TRACKLIST

01. Shit Mirror - (03:06)
02. Ahead of Ourselves - (03:30)
03. Play the Goddamned Part - (04:51)
04. God Break Down the Door - (04:14)
05. I'm Not from This World - (06:41)
06. Over and Out - (07:49)