«ISOLATION - Kali Uchis» la recensione di Rockol

Kali Uchis: è nata una stella, tra Amy Winehouse e Rihanna.

“Isolation” è il suo disco d'esordio tra atmosfere retrò, hip-hop e reggaeton. Insieme a lei molti nomi del panorama musicale come Thundercat, Damon Albarn, Kevin Parker dei Tame Impala e Tyler, The Creator.

Recensione del 17 apr 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

Kali Uchis, è nata una stella. 
Il suo nome forse vi suonerà già un po' familiare se avete ascoltato e apprezzato gli ultimi lavori di Miguel, Daniel Caesar, Gorillaz, Tyler, The Creator e Bootsy Collins, dove Kali si faceva notare in featuring di ottimo livello. 
Un paio di note biografiche per capire il personaggio: la Uchis nasce in Virginia 24 anni fa da genitori colombiani e trascorre la sua vita dividendosi tra le due nazioni. “Isolation” è il primo vero disco, ma in realtà il suo viaggio musicale da autrice e cantante è iniziato nel 2012 con un paio di vivaci mixtape; inoltre è già stata candidata sia al Grammy come miglior brano r&b con Daniel Caesar per “Get You” sia al Latin Grammy per il pezzo “El Ratico” insieme alla popstar colombiana Juanes. 


Una delle caratteristiche di Kali Uchis è proprio la poliedricità e questo “Isolation” lo racconta perfettamente, a partire dall'iniziale “Body Language”, una bossanova prodotta da Thundercat dove con la sua voce sensuale ci porta con sé in un viaggio senza una meta precisa (“Now I'm packing all my bags, and I am leaving it behind / There's no tracking where I'm going, there's no me for them to find”), anche se la prima tappa è “Miami” una delle tante canzoni dedicate all'empowerment di donna latina forte e indipendente costretta a vivere nella città capitale del narcotraffico e che contiene una delle tante brillanti catchphrase del disco, come quando incontra un tipo che le offre un lavoro citando lo scandaloso e bizzarro video “Bound 1” di Kanye West girato insieme alla moglie Kim Kardashian e lei gli risponde “But why would I be Kim? I could be Kanye”, come dire che lei vuole stare solo alla guida. Anche quando nel brano “Dead to me” racconta la fine di un relazione con parole dure e sprezzanti, lo fa sempre con questo tono di voce sognante e romantico e con suoni molto vari che passano da atmosfere retrò ispirati al funk, soul, bossa e r&b, a sonorità più contemporanee dell'hip-hop e reggaeton.
C'è anche un pezzo pop anni 80 (“In my dreams”) prodotto da Damon Albarn, tutto 808 e synth, mentre “Tomorrow” è pura psichedelia à la Tame Impala, infatti la canzone è scritta e prodotta insieme a Kevin Parker.
Sono in tanti ad aver perso la testa per Kali Uchis, anche grazie all'immagine che si è costruita attraverso i suoi video - “Tyrant” insieme a Jorja Smith e “Nuestro Planet” insieme alla star del raggeaton Reykon, entrambi contenute nel disco– veri e propri universi e immaginari dove lei è regista e stylist. Per non parlare dell'irresistibile nuovo singolo “After the storm”, suonato dai BADBADNOTGOOD e con la voce di Bootsy Collins e Tyler, The Creator,  che sembra uscito direttamente da “Flower Boy” del creatore della Odd Future.
Insomma, per farla breve, “Isolation” ha la forma di un greatest hits di 15 tracce eclettiche ma tutte di gran qualità, dove l'unico difetto è che forse manca il singolone per scalare le classifiche. 
Kali Uchis è davvero una figura nuova e talentuosissima nel panorama musicale, con questo suo mettere insieme Colombia e California, vintage e contemporaneo, a metà tra Amy Winehouse, Rihanna e SZA. 

TRACKLIST

02. Miami (feat. BIA) (04:03)
03. Just A Stranger (feat. Steve Lacy) (02:57)
04. Flight 22 (03:36)
06. Tyrant (feat. Jorja Smith) (03:24)
07. Dead To Me (03:19)
08. Nuestro Planeta (feat. Reykon) (03:22)
09. In My Dreams (03:21)
11. Tomorrow (03:10)
13. After The Storm (feat. Tyler, The Creator & Bootsy Collins) (03:27)
14. Feel Like A Fool (03:05)
15. Killer (02:52)
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