«CLAN - OTU» la recensione di Rockol

OTU: leggi qui la recensione del nuovo album "Clan"

Un disco chiamato ad esplorare la musica elettronica miscelandola con hip hop, chitarre taglienti e voci del passato.

Recensione del 29 mar 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Ci sono due cose che ho apprezzato quasi immediatamente di “Clan”. La prima è l’approccio pragmatico alle materie, elettronica e hip hop, affrontate con in testa ben chiaro il sempre valido concetto: meno è meglio.

La seconda sono le influenze dichiarate che ho ritrovato nei dieci pezzi in scaletta, in particolare Joshua Paul Davis aka DJ Shadow, l’uomo vinile, uno che hip hop ed elettronica ha iniziato a miscelarli in tempi non sospetti. Alla lista vanno ad aggiungersi poi Death Grips, James Blake, che male non fa. 

Inquadrate quindi le chiavi di lettura, “Clan” degli OTU inizia a prende una forma già piuttosto chiara. OTU che all'anagrafe risultano essere Francesco Crovetto (batteria, sampler) e Isaia Invernizzi (chitarra, Omnichord, sampler). Francesco inizia nel corso del 2017 a scrivere e perfezionare la tecnica di composizione, partendo da una base ritmica hip hop. Il duo si integra poi con l’arrivo di Isaia e l’inserimento nell’equazione della chitarra e di campioni di voci e dialoghi presi da film celebri oppure da video anonimi postati in rete. Risultato di questa unione sono i dieci pezzi che compongono il loro disco d’esordio, un lavoro essenziale, manco a dirlo molto cinematografico per la sua voglia di suggerire un l’immaginario sonoro piuttosto che descriverlo a parole, fondamentalmente costruito sull’asse elettronica e hip hop, mixati e portati effettivamente ad un livello invidiabile di sottrazione; pochi tocchi ben calibrati che rimandano effettivamente alla produzione di DJ Shadow, con quel retrogusto analogico che rende il tutto più concreto. Registrato al Monzoa Studio e mixato da Rico al Fiscerprais studio, “Clan”, più che di pezzi è una collezione di personaggi: ogni brano ha come titolo un nome (“Hal”, “Ali”, “Wendy”) che rimanda a figure più o meno note (o reali) del mondo del cinema e della musica (HAL 9000, Muhammad Ali, Wendy Torrance), e che sommato a quello dei compagni forma il clan da cui il titolo. 

Poco altro da aggiungere se non che la formula funziona e il disco scorre davvero liscio, perfetto per stare in sottofondo durante qualsiasi attività stiate facendo. Prendiamolo come un complimento, anche se devo ammettere che un pelo di produzione in più non avrebbe guastato, giusto per far risaltare un po' il tutto incrementando la massa di pezzi che sono sicuro dal vivo potranno dare grande soddisfazione.

TRACKLIST

01. Hine (05:51)
02. Santos (04:34)
03. Mark (03:52)
04. Ali (04:30)
05. Wendy (05:29)
06. Peter (02:52)
07. Edward (06:09)
08. Qter (03:35)
09. Jayg (04:35)
10. Hal (05:49)
OTU
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