«FANTASMA - Arto» la recensione di Rockol

Arto: leggi qui la recensione di "Fantasma"

Otto tracce spettrali e apocalittiche che alternano senza soluzione di continuità meditativi episodi dark-ambient e maestosi crescendo , con incursioni che rievocano il black metal di stampo norvegese in una chiave più psichedelica e drammatica.

Recensione del 13 mar 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Gli Arto nascono a Bologna agli inizi del 2017 dall'incontro di Luca Cavina, bassista degli ZEUS! e dei Calibro 35, Bruno Germano, produttore dell’ormai celebre “Die” di IOSONOUNCANE, Cristian Naldi, chitarrista di Ronin e Fulkanelli e Simone Cavina, batterista di IOSONOUNCANE, Junkfood e Comaneci. Un supergruppo? Direi che le condizioni per rientrare di diritto nella categoria ci sono tutte.

“Fantasma” è il loro primo lavoro in studio, registrato da Andrea Rovacchi e Bruno Germano al Vacuum Studio di Bologna, mixato da Bruno Germano e masterizzato da Carl Saff al Saff Mastering di Chicago. La cosa interessante è che stiamo parlando di un disco assolutamente e meravigliosamente sperimentale, la cui pubblicazione ha necessitato la collaborazione di ben cinque etichette, nello specifico: Sanguedischi, Offset Records, Dischi Bervisti, The Fucking Clinica e Fegato Dischi. Un bel record.

Otto i pezzi in scaletta, tutti inevitabilmente strumentali fatta eccezione per l’opening “On suicide” dove alla voce spicca Jacopo Incani alias IOSONOUNCANE:

… un’oscura soundtrack per ensemble elettrificato che si articola in otto tracce spettrali e apocalittiche. I brani alternano senza soluzione di continuità meditativi episodi dark-ambient (“A ghost limbo”, “AibohphobiA") e maestosi crescendo (“Trauma”), con incursioni che rievocano il black metal di stampo norvegese in una chiave più psichedelica e drammatica (“Larva”, “Hauntology”), delineando un sound aspro e sublime allo stesso tempo, con una cura meticolosa per gli arrangiamenti orchestrali.

“Fantasma” è uno di quei dischi che fanno per me. Un disco al limite, sperimentale da cima a fondo, scritto e suonato da musicisti che se lo possono permettere. Se lo possono permettere perché un disco del genere non è semplice per niente, né da pensare né da confezionare a dovere rispettando le premesse: o sei davvero forte o non ci fai una bella figura. Gli Arto rientrano ovviamente nella categoria uno; sono Musicisti con la M maiuscola, una band nata apposta per trovare la propria dimensione (parallela per non dire alternativa) in questo modo di affrontare la musica e credo che per tutti, non solo per loro, “Fantasma” vada considerato e vissuto quasi come uno sfogo da tutto il resto. Un disco parecchio dark per non dire horror, che incarna molto intelligentemente ciò che vuole raccontare, un immaginario popolato da spettri e revenants che infestano, accompagnano e determinano eventi che hanno il carattere del paradosso e dell'eterno ritorno, attraverso una scrittura che ripropone il concetto del ritorno stesso lavorando su strutture musicali palindrome. Un lavoro a livello quasi subliminale che rende “Fantasma” un disco molto interessante, rabbioso, quasi d’altri tempi.

Un disco non per tutti, certo. Anche se sarebbe bello.

TRACKLIST

01. On Suicide (01:50)
02. Trauma (05:57)
03. Mirror Box (05:54)
04. Larva (05:38)
05. Hauntology (04:47)
06. Ship of Theseus (06:16)
07. A Ghost Limbo (08:34)
08. Aibohphobia (09:52)
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