Recensioni / 06 mar 2018

Ron - LUCIO! - la recensione

Ron rilegge Dalla: "Lucio!"

Un tributo sentito, emozionante e a suo modo impeccabile: Ron rilegge le canzoni del suo mentore in maniera essenziale.

Voto Rockol: 4.0 / 5
Recensione di Gianni Sibilla
LUCIO!
Ron
Sony Music Entertainment Italy S.p.A. (Digital Media)

Incidere un intero disco tributo ad un artista è un'operazione complessa, facile e rischiosa allo stesso tempo. Può essere vista come una occasione troppo facile per portare in giro un repertorio non proprio, e il rischio sta tutto nel fatto che venga vista come un'operazione poco sincera. Se fatto nel momento sbagliato - per esempio quando una carriera è in difficoltà o ha poca personalità - rischia di essere percepito come una speculazione.  
Trovare la chiave musicale giusta, poi: si rischia di essere troppo didascalici o, all'opposto, irrispetosi con letture troppo forzate di un repertorio consolidato.
Ecco, "Lucio!" di Ron risolve brillantemente tutti questi problemi, consegnando un disco bello, emozionante, rispettoso.

Ron ha una sua storia solida e il suo rapporto con Dalla è noto, e ben documentato: se c'è una persona che aveva diritto, quasi il dovere di ricantare queste canzoni, è lui. Alcune le ha scritte, altre le ha arrangiate nella versione orginale: Dalla è stato il suo mentore, Ron ne è stato collaboratore fidato per lungo tempo.

Eppure ha fatto una scelta ben precisa nei confronti delle canzoni: ha lavorato per sottrazione, ha cantato con rispetto queste melodie. L'unica eccezione è uno dei momenti più belli del disco: "Come è profondo il mare", riarrangiata in versione carica rock, con chitarre e batteria secca, ma lasciando la traccia vocale originale di Dalla: "Era talmente bella da essere intoccabile, anche con un mio controcanto", ha spiegato Ron, che aveva scritto anche l'arrangiamento originale. La voce di dalla compare anche in "Piazza grande" e "Chissà se lo sai", due dei tre brani originariamente firmati da Ron.

Per il resto la strada è quella di "Almeno pensami", l'inedito presentato a Sanremo, e vincitore del premio della critica: arrangiamenti minimali, basati su chitarra e piano, e un tocco d'archi: ottima l'idea di usarli per il ritmo di "Attenti al lupo". Ottima anche la scelta di mandolini e mandole per "Canzone", che prende un andamento folkeggiante.  Che poi Ron abbia una passione per il cantautorato americano non è un mistero: in conferenza stampa alla presentazione di "Lucio!" ha citato più volte il suo amore per James Taylor (e il suo successo maggiore, "Una città per cantare", è l'italianizzazione del brano di Danny O'Keefe reso noto da Jackson Browne). Ecco, quel tipo di suono e di amore si sente, è come un filo conduttore che Ron rispolvera, avendo inciso il disco in presa diretta: "4/3/1943" è forse l'esempio migliore: interepretazione vocale pulitissima e sentita senza essere mai sopra le righe, con un arrangiamento basato sul contrappunto tra il piano di Giuseppe Barbera (che rilegge la melodia del violino della versione originale) e le chitarre di Ron.

Insomma: un gran bel disco, un'operazione sentita e pulita - non solo da "Premio della critica" (meritatamente vinto a Sanremo con "Almeno pensami"). Non un'operazione di testa, ma anche di cuore - e si sente.

TRACKLIST

01. Almeno pensami - (03:29)
02. 4/3/1943 - (03:53)
03. Tu non mi basti mai - (03:29)
04. Piazza grande - (03:35)
05. Henna - (03:54)
06. Attenti al lupo - (03:39)
07. Quale allegria - (04:26)
08. Chissà se lo sai - (04:53)
09. Futura - (05:02)
10. Canzone - (04:16)
11. Cara - (06:02)
12. Come è profondo il mare - (05:27)