«QUATTRO - Bianco» la recensione di Rockol

Bianco - la recensione di "Quattro"

Da Siracusa a Torino, passando per Roma, le città di Bianco stanno tutte in fila nel suo disco numero "Quattro". Ecco la nostra recensione.

Recensione del 22 gen 2018 a cura di Erica Manniello

La recensione

Ci sono tante città nell’ultima fatica di Alberto Bianco, questo “Quattro” di ledzeppeliana memoria, arrivato solo qualche mese dopo la fine del tour estivo con il collega e mentore Niccolò Fabi. Scritto sull’isola di Ortigia, la lunga coda di Siracusa che si protende verso il mare, l’album deve molto alla scuola cantautorale romana, come del resto anche i precedenti lavori di Bianco, ma cerca in questo caso di distaccarsene, su ammissione stessa del 34enne musicista, per rivendicare origini che stanno quasi 700 chilometri più a nord di Roma, nella Torino della Fiat e della Panda, nella “Torino che è piccola di notte”.

Ne esce un disco denso e delicato, dove uno stile più classico si mescola con diverse contaminazioni musicali – il funk, la dark age, il punk – e la musica scalza le parole più spesso di quanto non fossimo abituati con Bianco, che in undici tracce racconta personaggi - Marco e “quella ragazza che non l’ha seguito su a Milano”; Roberto, “che con il casco non lo batte nessuno”; un barbagianni bianco che sa parlare -, malinconie - “Dove vanno a finire i pensieri di un uomo che si ritrova a mangiare da solo” -, crisi – “le crisi servono a pensare, la soluzione è camminare” –, battaglie con la propria identità – “Mi piacerebbe esistere ma non tutti i giorni”.

I due singoli estratti, “30 40 50” e “Felice”, che aprono il disco come prima e seconda traccia, sono anche i brani più facilmente fruibili dell’album, che si sviluppa facendo appello a un orecchio sempre più attento e disposto ad addentrarsi in difficili verità, un processo che trova il suo culmine “ricordando quell’autogol da coglione” nell’ultima canzone, “Organo amante”, lunga quasi dieci minuti e perfetta per mettere un punto all’ascolto nello stile di un cantautore che in fatto di discese ardite e di risalite non ci va troppo per il sottile: “Un sorriso prima di un funerale e si riparte da lì”, canta Bianco nella traccia finale, autorizzandoci a togliere le cuffie e a lasciar scorrere i pensieri.

TRACKLIST

01. 30 40 50 (04:36)
02. Felice (04:03)
03. In un attimo (04:59)
04. Fiat (05:03)
06. Ultimo chilometro (04:01)
08. Tutti gli uomini (03:11)
09. Padre (04:51)
11. Organo Amante (09:17)
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