Recensioni / 09 gen 2018

Francesca Michielin - 2640 - la recensione

Il nuovo album di Francesca Michielin, with a little help from her friends Calcutta, Tommaso Paradiso e Cosmo

Francesca Michielin ha voglia di comunicare: di farlo con le sue canzoni. Non è più la ragazzina timida e un po' introversa di qualche anno fa: oggi è una 23enne che ha voglia di mettersi in gioco e di spaccare.

Voto Rockol: 3.5 / 5
Recensione di Mattia Marzi
2640
Rca Records Label (CD)

Il "vulcano" è lei, in fase di esplosione. Non è più la ragazzina timida e un po' introversa di qualche anno fa: oggi Francesca Michielin è una 23enne che ha voglia di mettersi in gioco. Ma soprattutto di comunicare, di farlo con le sue canzoni. Non è un caso se rispetto ai due precedenti album in "2640" firma (da sola) una buona parte dei pezzi che compongono la tracklist. Gli altri li ha scritti insieme ad un team ristretto di autori-amici che considera ormai come membri della sua grande famiglia: accanto a Dario Faini ci sono Calcutta, Tommaso Paradiso e Cosmo, tre importanti esponenti del nuovo cantautorato italiano, quello della cosiddetta scena "indie". Ed è proprio al mondo "indie" che Francesca strizza l'occhio, soprattutto per quanto riguarda i testi, diretti e semplici, in cui parla di cose quotidiane tipo bar indiani, dischi dei Blur e dei Cani. Cose che non t'aspetteresti mai di trovare in una canzone "pop": "Non è Tequila se ci togli il sale / e non è amore se dura due ore", canta ad esempio in "Tropicale", co-firmata da Calcutta e Faini. Si parla di videogiochi, calcio, Formula1, serie tv: qui dentro ci sono tutte le passioni di Francesca, che prova ad arrivare a chi ascolta il suo nuovo disco con leggerezza, senza troppe difficoltà e senza giri di parole, raccontando i suoi 23 anni.

Alla fine del 2016, un anno che l'ha vista super impegnata, tra Sanremo, tour e Eurovision Song Contest, la cantautrice di Bassano del Grappa si è trovata di fronte al vuoto. Per riempirlo, è tornata alle sue abitudini: ha ricominciato a frequentare il Conservatorio e ad appuntarsi idee per nuove canzoni. I lavori di "2640" sono iniziati ufficialmente in primavera e hanno visto Francesca collaborare gomito a gomito con Michele Canova, che aveva già prodotto il precedente disco. Il suono è una sintesi tra le idee di Canova e quelle della cantautrice: un'evoluzione di "di20", ma meglio definito, con un'elettronica meno marcata e un ritorno (almeno in parte) alle sonorità acustiche degli esordi.

"Comunicare", il brano che apre la tracklist, è l'ideale manifesto del disco, con una ritmica serrata e un sound energico, una bella botta di adrenalina: "Se non sto volando allora cosa cazzo sto facendo?", canta Francesca in un verso della canzone. È il punto di partenza dell'album, che a detta della Michielin è una sorta di viaggio senza meta: dalla "Bolivia" alle Asturie ("Alonso"), passando per Marrakech e le Galápagos ("La serie B"). Le canzoni sono idealmente ambientate in paesaggi diversi, tanti quanti sono i triangolini sulla copertina del disco (rosso per il vulcano, azzurro per il mare, verde per la montagna): ci sono pezzi grintosi come il singolo "Vulcano" e "Lava", un mix tra Lorde e la Elisa degli esordi, con una spruzzatina di hip hop; ci sono canzoni tutte da ballare come "Due galassie", "Tropicale" e "Tapioca" (con coretti africani - l'arrangiamento è di Cosmo); e poi c'è una manciata di ballate in cui Francesca racconta i suoi dubbi e le sue insicurezze, come "Scusa se non ho gli occhi azzurri" ("Scusa se mi perdo un po' spesso / e vivo dentro ai film e alle serie tv"), "La serie B" ("La terraferma è sempre un'isola lontana / e in nessun luogo ci sei te") e "Alonso" ("A volte penso a mio padre / mi rendo conto che ha vissuto per me / io non so se ne sarei capace / e mi sento in colpa se gli rispondo male").

Francesca Michielin è cresciuta parecchio, negli ultimi mesi: in "2640" si sente, per attitudine e intensità. Ha trovato la sua strada nella via di mezzo tra i suoni e le strutture delle canzoni "mainstream" e il linguaggio "indie": non sappiamo se continuerà a percorrerla, e per quanto (ha solo 23 anni, d'altronde, e un'intera carriera davanti), ma sappiamo che in questo esatto momento ci si trova bene, perché la veste di cantautrice indie-pop la rappresenta e le permette di parlare al suo pubblico in maniera diretta e autentica. Questo disco è una polaroid che la ritrae sorridente sulla vetta di una montagna ("2640" è l'altitudine esatta di Bogotà, tra le città con altitudine maggiore al mondo). Con tutta la sua energia e la voglia di spaccare.

TRACKLIST

01. Comunicare - (04:21)
02. Bolivia - (03:36)
03. Noleggiami ancora un film - (03:43)
04. Io non abito al mare - (03:12)
05. Tropicale - (03:25)
06. E se c'era.... - (03:14)
07. Scusa se non ho gli occhi azzurri - (03:45)
08. Vulcano - (03:14)
09. Due galassie - (02:57)
10. La Serie B - (03:31)
11. Tapioca - (03:43)
12. Lava - (03:02)
13. Alonso - (02:57)