«PULL SANTI - Polina» la recensione di Rockol

Polina - PULL SANTI - la recensione

Recensione del 17 feb 2000

La recensione

(Quasi) niente di nuovo sul fronte di hip-hop, jungle e drum'n'bass, viene da dire (purtroppo) ascoltando l'album di debutto dei Polina, quartetto napoletano con velleità internazionali, che si pregia di produrre canzoni cantate in tre lingue (dialetto, italiano, inglese). I Polina, già abbastanza noti in Italia per la loro intensissima attività live, sono arrivati a fare questo disco forse un po' troppo presto: avessero aspettato qualche mese, magari sarebbero riusciti a rendere meno opprimente il ritmo, meno evidenti i bassi, meno marcato il beat. E ad assomigliare un pochino di più a se stessi e un po' meno ai Chemical Brothers partenopei: perché di cose, viene da pensare, questa band deve pur averne da dire - e qua e là affiora qualche guizzo di fantasia vera, qualche alzata d'ingegno, come in "Cool race", che campiona persino una sirena d'ambulanza (o, più probabilmente, di polizia).
Qualche parola sui testi: Napoli è stra-citata, a partire dal nome del gruppo, che ne è l'anagramma, e poi ci sono le consuete invettive contro il sistema, contro la vita, contro chiunque capiti nei pressi dei Polina. Peccato, comunque, che i testi in questione non siano nemmeno riportati sul libretto (cosa utile specialmente in casi come questo, in cui lingue diverse s'intrecciano tra loro e spesso le parole sono coperte dagli strumenti).
Tirando le somme questo è un album senza infamia e senza lode: calma piatta e diffusa, e niente che ci faccia dire "Diavolo, che pezzo!". Lo schema-tipo dei Polina pare essere: prendiamo una strofa, ripetiamola, tiriamo fino alla fine del brano, senza troppi stravolgimenti né grandi rivoluzioni concettuali. Niente di sgradevole, intendiamoci: il tutto è molto curato e ben confezionato, e i ragazzi mostrano di conoscere alla perfezione gli strumenti che hanno per le mani. Ma dovrebbero mettersi d'impegno per rendere il prossimo lavoro più simile a un disco irrinunciabile che a un "rumore di fondo". Track-list:
Rotola
Indaboll
Cool race
DeB
Fusi di rime
In beatbox stailì
Music man
A part e cop
War (side) love
Gentleman from Chicago
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