«DELAY - Margo Sanda» la recensione di Rockol

Margo Sanda: leggi qui la recensione di "Delay"

Chitarra. Computer. Rumori. Una (quasi) psichedelia minimale, sui generis, frutto di tante improvvisazioni, notturne e diurne. "Delay" è l'esordio di Margo Sanda, al secolo Margherita Capuccini.

Recensione del 23 nov 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Chitarra. Computer. Rumori. Una (quasi) psichedelia minimale, sui generis, frutto di tante improvvisazioni notturne e diurne. “Light hat”, esempio tra i più chiari di quanto appena descritto, è il terzo pezzo in scaletta di questo “Delay”, Ep d’esordio di Margo Sanda, al secolo Margherita Capuccini, artista che si muove e lavora tra Brescia, Firenze e Roma, le tre città dove nel corso dell’ultimo anno ha dato vita al suo primo lavoro. "Delay" che di pezzi in totale ne conta sei, tutti interessanti, scritti, composti, prodotti e registrati da Margo con la collaborazione di FRNKBRT, mixati e masterizzati da Giovanni “Mulai” Bruni Zani.

“Delay” viaggia sostanzialmente su due binari, o meglio… due livelli (visto che Margherita ha curato anche il design del disco) che l’artista ha saputo mixare con gusto e intelligenza: ad una base di stampo indie va a sovrapporsi uno strato più spiccatamente elettronico e sintetico; chitarra e computer, come volevasi dimostrare. Nascono così pezzi come “Vuoto” o la stralunata closing track “Malegola” in cui Margo condensa il suo immaginario dai colori acidi, il tutto in tre minuti e mezzo abbondanti di post psichedelia fatta in casa.

Tolte le influenze dichiarate, John Frusciante, Grimes, Arca, Beyoncé e Ramona Lisa, che a mio parere hanno inciso più che altro a livello inconscio (a parte Arca che effettivamente torna anche in cuffia), “Delay” si distingue per la freschezza e la semplicità con cui si pone. Paradossalmente non è un disco complicato da assimilare nonostante in termini di forma si stia parlando di un disco quasi sperimentale. Ma il bello delle nuove generazioni è proprio questo: saper trovare una nuova via, un nuovo significato a qualcosa che fin qui ha rappresentato tutt’altro. Complicare il pop o rendere accessibile la sperimentazione. Margo Sanda in questo senso è già sulla buona strada. Ottimo lavoro.

TRACKLIST

01. More (04:28)
02. Enjoy (04:18)
03. Light Hat (04:30)
04. Vuoto (03:50)
05. Delay Of (03:40)
06. Malegola (03:38)
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