«GLUE - Mulai» la recensione di Rockol

Mulai - GLUE - la recensione

Recensione del 07 ott 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Il vecchio e ormai arcinoto adagio recita tutt'oggi imperterrito che certe cose nella musica in Italia non le puoi fare perché non saranno mai buone come chennesò… in Inghilterra. Che a volte è vero, ma spesso anche no...

Mulai, aka Giovanni Bruni Zani, è l’ennesima eccezione a una regola che, con il passare del tempo, si sta neanche troppo lentamente sgretolando sotto i colpi ben assestati di una nuova generazione di producer italiani che oramai sembrano aver completamente assimilato il lessico e la grammatica elettronica internazionale. Giovanni io l’ho conosciuto, abbiamo anche lavorato insieme e quello che ho capito è che il suo modo di fare musica riflette perfettamente il suo essere, il suo carattere e “Glue”, il suo nuovo EP, non ha fatto altro che confermarmelo. Il disco arriva ad un annetto di distanza da “Something for someone”, esordio che aveva già sostanzialmente impostato la rotta dandoci le coordinate per inquadrare questo ragazzo che ha effettivamente tutte la carte in regola per diventare un fuoriclasse. Il nuovo lavoro mescola un cantato dai tratti pop soul a una base elettronica spesso molto asciutta e agrodolce che interpreta l’ormai semi dipartita dubstep, declinandola con estrema delicatezza in maniera piuttosto personale e abbinandola ad un cantato spesso modulato, quasi appiccicoso. La lingua scelta per l’interpretazione è l’inglese e la sensazione è che se nessuno mi avesse detto che “Glue” è un disco italianissimo, io manco me ne sarei accorto. Una cosa che mi era capitata ai tempi di “These days” degli M+A e guardate dove sono oggi.

Il mio consiglio è quindi di tenere d’occhio il marchio Mulai, iniziando ad ascoltare “Glue”, “Secret garden” e “I’m on Mars”, tre pezzi che possono rendere piuttosto bene l’idea. Personalmente mi auguro che questo ragazzo un giorno arrivi al C2C e si metta a insegnare elettronica anche a chi pensa ancora che insomma… certe cose da noi mica le puoi fare…

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