«QUEENS OF THE BREAKERS - Barr Brothers» la recensione di Rockol

Barr Brothers - QUEENS OF THE BREAKERS - la recensione

Recensione del 04 nov 2017 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

I Barr Brothers giungono con “Queens of the breakers” a pubblicare il terzo album di una carriera che ha segnato il suo esordio discografico nel 2011 con “The Barr Brothers”. Il combo formato dai fratelli Barr, Andrew (batteria) e Brad (chitarra), coadiuvati dall’arpista Sarah Page furono a quel tempo una bella rivelazione che si trasformò poi in conferma nel 2014 quando a venire pubblicato fu il secondo album “Sleeping operator”. Ebbene, “Queens of the breakers” fa un ulteriore passo in avanti qualitativo facendo segnare il miglior episodio del trio basato a Montreal (Canada).

Fin dalle prime note della prima canzone della tracklist, “Defribillation”, veniamo sopraffatti da un universo costruito sulle fondamenta di una disarmante delicatezza vocale e sonora che scava molto in profondità. Questa soffusa delicatezza permea anche la seguente “Look before it changes”, il cantato non invade mai il campo musicale rimanendo in secondo piano per sottolineare con maggiore forza il testo del brano. “Song that I heard” è folk quel tanto che basta per echeggiare la pulizia e le atmosfere dei Simon & Garfunkel più ispirati. “Maybe someday” è contrassegnata dal suono di una armonica, mentre “Kompromat” alza il ritmo aggiungendo elettricità alla chitarra. Nel mezzo dell’opera giunge “You would have to lose your mind”, suadente e affascinante mantra lungo oltre sei minuti. La title track è una canzone rock che pare uscita dalla penna del compianto Tom Petty, di quello più ispirato. “It came to me” certifica che la seconda parte del disco è decisamente ‘plugged’ e che i Barr Brothers si muovono a loro agio variando il registro a piacimento senza per questo perdere quota. “Hideous glorious” è seguita da una eterea reprise di poco meno di un paio di minuti intitolata “Hideous glorious 2”. E “Ready for war” chiude l’ascolto come meglio non si potrebbe. Alla fine di questo viaggio quello che ci rimane dentro è un senso di piacevole malinconia.

“Queens of the breakers” è un disco ambizioso nella misura in cui si ha l’ambire di trattare in profondità e senza rete di protezione temi universali ma al tempo stesso personali come possono essere l’amore e la politica oppure il dolore e le riflessioni che questo porta con sé. Signore e signori non ci si può esimere dal giudizio, è proprio un bel disco. Aldilà delle molte classifiche di gradimento che verranno compilate con gran divertimento alla fine dell’anno, “Queens of the breakers” merita senza dubbio di essere ricordato tra il meglio di quanto pubblicato in questo 2017 che volge al suo termine.

TRACKLIST

01. Defibrillation (05:33)
02. Look Before It Changes (04:38)
03. Song That I Heard (03:57)
04. Maybe Someday (04:11)
05. Kompromat (04:34)
06. You Would Have to Lose Your Mind (06:21)
07. Queens of the Breakers (05:28)
08. It Came to Me (04:21)
09. Hideous Glorious (04:14)
10. Hideous Glorious Part 2 (01:47)
11. Ready for War (05:47)
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