«BLEEDING MAGENTA - New Candys» la recensione di Rockol

New Candys: leggi qui la recensione di "Bleeding magenta"

Terzo album per i veneziani New Candys. Undici pezzi tra psichedelia, new wave e noise.

Recensione del 29 ott 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“Bleeding magenta” è psichedelia. E’ new wave. E’ noise. E’ post punk. E’ il terzo album dei New Candys. E’ un lavoro esteticamente ispirato agli ultimi film di Nicolas Winding Refn, nello specifico Drive, Only God Forgives, The Neon Demon (colori, videoclip, mood generale), così come dai primi film di Dario Argento; il titolo del disco fa riferimento al colore del sangue dei film splatter/horror anni 70.

La band utilizza il riferimento cinematografico come strumento per esorcizzare il dolore. Dove tutto è finzione non può esserci vero dolore…

Prodotto dai New Candys, registrato e mixato da Andrea Volpato al Fox Studio di Venezia, batteria registrata da Pierluigi Ballarin agli Alpha Dept. Studios di Bologna (eccetto “The outrogeous wedding”) e masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà Mastering (Forlì-Cesena), “Bleeding magenta” conta undici pezzi e conferma i New Candys come una delle realtà alternative più consistenti della scene indipendente italiana. Del resto Fernando Nuti (voce, chitarra, sitar), Diego Menegaldo (voce, chitarra), Stefano Bidoggia (basso, organo) e Dario Lucchesi (batteria, percussioni) non li scopriamo oggi, ma è oggi che possiamo certificarne la definitiva maturità: “Bleeding magenta” è un disco scritto e prodotto davvero molto bene, dal sound preciso e compatto. Un lavoro (di genere, ma va benissimo) confezionato a regola d’arte in cui basso e batteria trainano una serie di melodie dal sapore effettivamente cinematografico, arrangiate con parecchie idee in termini di scelta di suoni (mai scontati). Il tutto racchiuso in un songwriting volutamente essenziale nella prima parte e più dilatato nella seconda. Una scelta stilistica dettata non tanto sorprendentemente dal formato scelto per la pubblicazione, il vinile:

...quando abbiamo iniziato a scrivere "Bleeding magenta" abbiamo considerato il supporto vinile 12” come uno stimolo creativo. Il minutaggio limitato che concede il primo lato a 33 giri ci ha costretto a scremare i brani eliminando il superfluo e dando spazio solamente alla parte essenziale della nostra musica migliorandone così il risultato finale . Il secondo lato invece è a 45 giri (brani 8-11) e l’abbiamo scritto con l’approccio opposto, sperimentando maggiormente con i suoni e giocando con l’unione di tre brani in un’unico medley ribaltando così il concetto di formato canzone presente nel primo lato.

Psichedelia si diceva ma anche wave, post punk e momenti noise: “Bleeding magenta” è effettivamente e squisitamente solo questo. Un ottimo disco di una band che, alla luce dei fatti, può stare tranquilla per gli anni a venire; il progetto è solido e valido. L’idea di abbinare la psichedelia e la new wave al cinema (ottimo) di cui sopra? Non innovativa forse, ma elegante e azzeccata. Ascolti consigliati? L’ottima titletrack e l’esotica “Sermon”, pezzo impreziosito dal sitar di Nuti su cui spicca la voce sensuale di Julia Hummer, sempre per rimanere in ambito cinema; e ancora: la quasi shoegaze “Tempera” e la tripartita “The outrageous wedding”, epopea di affilatissima wave d’autore.

I New candys sono una band vera, con un’idea chiara in testa che hanno saputo tradurre in ottima musica. Tre dischi in fila lo urlano a pieni polmoni. Quest’ultimo poi ci conferma che da qui in poi sarà lecito aspettarsi sempre di più.

TRACKLIST

01. Bleeding Magenta (03:41)
02. Excess (03:34)
03. Mercenary (04:21)
04. Sermon (03:41)
05. Tempera (02:40)
06. Silver Eyes Arise (04:08)
07. Lunar Day (02:25)
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