«POP VOODOO - Black Grape» la recensione di Rockol

20 anni dopo... i Pop Voodoo

Terzo disco, dopo una lunga pausa. Shaun Ryder e Kermit tornano sobri e in forma buona

Recensione del 14 ago 2017 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Tre album in 22 anni non sono certo una discografia nutrita. Ma, come la saggezza popolare insegna, spesso meglio centellinare che aprire i rubinetti. E in effetti, questo “Pop Voodoo” – che giunge a quasi 20 anni esatti dal predecessore – conferma che una riflessione lunga e ponderata è una mossa che può essere vincente.

Rewind: per chi si fosse perso qualche puntata, i Black Grape sono una band formata da membri di Happy Mondays e Ruthless Rap Assassins (al momento Shaun Ryder e Kermit),  nata nel 1993 in seguito all’implosione degli Happy Mondays. Nella migliore tradizione mancuniana del periodo “Madchester” mescolano suggestioni rock e funk con elettronica, dance e campionamenti. Musica da club ma non necessariamente mainstream. Colonne sonore per serate folli a base di – indovinate? – sex and drugs and rock’n’roll.

Dopo il primo fortunato disco, i Black Grape incapparono in un secondo disco non troppo esaltante (“Stupid Stupid Stupid”, 1997), che portò allo scioglimento nel 1998. La reunion del 2010 fino a oggi non avea regalato nulla di nuovo… ma fortunatamente “Pop Voodoo” è un disco più che decente. Godibile a tratti, con spunti ancora intriganti, anche se non sarà sicuramente un lavoro che verrà ricordato negli annali.

La parola chiave, ancora una volta, è “groove” e il duo riesce più di una volta – in questi 12 pezzi – a pompare quello giusto. Insomma, non è difficile farsi coinvolgere, magari con qualche birra in corpo. In più masticando un po’ di inglese i testi sono divertenti e, manco a dirlo, anche piuttosto diretti (ok, molto diretti).

Ryder stesso ha detto a Rockol: “L’abbiamo fatto con il produttore Youth. È brillante e poi è amicissimo del nostro manager Alan McGee”. E ancora: “A Youth abbiamo detto: vogliamo mischiare i Bee Gees, i Beach Boys, la disco, l’hip-hop e i Geto Boys”. E, in effetti, il risultato è piuttosto coerente a queste aspettative.

Morale: i vertici degli Happy Mondays sono lontani, ma sapere che Ryder e Kermit sono ancora vivi, vegeti e creativi è sempre utile. I pezzi filano, la leggenda è già stata creata, per cui… godiamoci il disco per quello che è.

TRACKLIST

01. Everything You Know Is Wrong (intro) (04:30)
02. Nine Lives (04:22)
03. Set the Grass on Fire (03:18)
04. Whiskey, Wine and Ham (03:45)
05. Money Burns (05:22)
06. String Theory (03:16)
07. Pop Voodoo (04:25)
08. I Wanna Be Like You (04:04)
09. Sugar Money (04:31)
10. Shame (04:29)
11. Losing Sleep (03:35)
12. Young and Dumb (04:53)
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