«FLOAT - We Fog» la recensione di Rockol

We Fog: leggi qui la recensione di "Float"

Un EP che fin dal titolo richiama i Jesus Lizard e racchiude dentro di se svariati significati che confluiscono tutti assieme, come suggerisce il nome, in una sorta di "fluttuazione".

Recensione del 23 lug 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

I We Fog nascono nel novembre del 2015 a Verona dall'incontro tra Donato Fusco (chitarra) e Giulio Corradi (batteria). I due hanno in comune precedenti esperienze in altre band e l’amore per un certo tipo di musica: parliamo di anni Novanta, di noise, alternative e post rock di quello vero, quindi Slint, Shellac, Fugazi e Jesus Lizard. Al duo si unisce presto Victor Bittencourt (basso) e la formazione è abile e arruolata per lo studio; siamo a fine luglio dell’anno scorso, la location sono i "Sotto il Mare Studios" di Povegliano Veronese. In studio i We Fog iniziano a lavorare su una serie di pezzi debitori in termini di sound nei confronti dei già citati mostri sacri della scena alternativa, cercando però una strada indipendente. Al fianco dei We Fog troviamo Luca Tacconi come tecnico di registrazione e Sergio Carlini (Three Second Kiss) nel ruolo di produttore artistico. Il risultato del lavoro in studio è questo “Float”, sei pezzi (di cui tre completamente strumentali) di sano post rock vecchia scuola, impreziositi da una serie di piccoli accorgimenti che rendono il tutto più attuale, vedi l’utilizzo del vocoder su “Welcome” e in generale la sperimentazione per quanto riguarda le linee vocali di cui tutti e tre i membri della band sono responsabili.

“Float” chiama in causa i Jesus Lizard fin dal titolo, ma tende ad affiancarsi più alla produzione degli Slint e degli Shellac in termini di sound. Non è un caso quindi che i tre veronesi si siano affidati a Bob Weston, bassista proprio degli Shellac, per il mastering del disco. Disco che in generale funziona molto bene, a mio modesto parere, proprio perché per quanto comunque derivativo riesce a non scadere mai nel citazionismo fine a sé stesso. I We Fog sono una band di genere ma perfettamente consci della loro natura sono riusciti a lavorare in modo comunque personale, regalandoci piccole chicche come “Epo”, “Waiting for the title” e la conclusiva “Thursday drop”, pezzi in cui il post rock a tre dei  We Fog si macchia di math e jazz, definendo quella che potrebbe essere la direzione futura del gruppo.

“Float” è un EP solido, conciso e ben confezionato. I We Fog una band da tenere d’occhio per quanto riguarda la produzione in studio e da testare in termini di live, perché sarà proprio lì che i ragazzi si giocheranno la loro partita. Nel frattempo, avanti così.

TRACKLIST

01. Welcome (02:02)
02. Waiting for the Title (01:43)
03. Pixed (02:18)
04. Warm Bed (03:33)
05. Infinite (01:51)
06. Epo (01:54)
07. Thursday Drop (01:49)
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