«ELETTROMACUMBA - Litfiba» la recensione di Rockol

Litfiba - ELETTROMACUMBA - la recensione

Recensione del 26 gen 2000

La recensione

Ovvero quando la realtà supera l’immaginazione. E’ dai tempi di “El diablo” – e ormai sono passati 10 anni - che i Litfiba vengono accusati di ‘commercialità’, ed è proprio da allora che, effettivamente, hanno iniziato a vendere dischi. E’ da allora che quelli a cui i Litfiba 1 – quelli con Maroccolo e De Palma, quelli di “Desaparecido”, “17 re”, “Litfiba 3” – avevano cambiato la vita, guardano alla band con lo stesso spirito contraddittorio tipico dei tifosi di calcio, scettici, disamorati, disillusi di fronte all’ennesima ‘disfatta’, ma in fondo speranzosi in un ritorno agli anni d’oro. «Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla», diceva Lao Tse, e la fine dei Litfiba 1 – celebrata in “Pirata” – ha coinciso con l’inizio di una nuova avventura: Litfiba 2, gruppo nuovo di pacca idolatrato dai ventenni (di allora e di oggi), candidato al successo da classifica grazie ad un ‘tex-mex’ rock che aveva poco o niente in comune con il dark-rock degli esordi. La fortuna commerciale arride finalmente al gruppo (già ridotto al duo Pelù e Renzulli), che dissemina gli anni ’90 di album più o meno riusciti ma tutti di buon successo e tutti sostanzialmente simili nella struttura (da “El diablo”, “Terremoto”, “Spirito” fino all’exploit di “Mondi sommersi” - 600mila copie vendute - e all’epilogo della collaborazione Pelù-Renzulli, arrivato lo scorso anno con “Infinito”). Adesso, come dicevamo sopra, con “Elettromacumba” la realtà supera l’immaginazione, perché ultimamente la parabola del gruppo sembrava procedere con una tale stanchezza artistica da far propendere (e a tratti sperare) per lo scioglimento, soprattutto dal momento in cui i rapporti tra Pelù e Renzulli si andavano deteriorando sempre più (merito anche di una ignobile farsa da ‘divorziati in casa’ cui i due si sono prestati, speriamo soltanto per i tanti soldi). E invece Litfiba 2 va avanti, con un album che propone né più né meno lo stile ormai consolidato dal gruppo. Un nuovo cantante dalla vocalità simile a quella di Pelù, la sezione ritmica dei Malfunk, e la chitarra di Renzulli: il risultato sono sempre e ancora i Litfiba 2, appena svecchiati sul versante ritmico e meno caricaturali su quello cantato. Se a parere di chi scrive Litfiba 2, a livello artistico, è sempre stata un’avventura quasi inutile, ciò nondimeno “Elettromacumba” recupera un po’ di energia e suona decisamente meglio degli ultimi tre album del gruppo. In questo senso non ce la sentiamo nemmeno di parlare di un Litfiba 3 versione Ghigo & Cavallo: questi sono ancora più o meno i Litfiba di “El diablo”, con le stesse canzoni, lo stesso ghigno, lo stesso pacco sonoro. E se le cose stanno così, significa che Pelù in questa band alla fine non contava davvero niente, almeno in studio, e che tra i due, in questo ultimo decennio, è stato sicuramente lui ad andare al traino del compare, concedendosi un po’ di più soltanto sul palco. Da artista carismatico a mascherina tutta moine e falsetti, il Pelù dei Litfiba anni ’90 è stato poco più che un burattino. E se lascia senza parole la facilità con cui Ghigo Renzulli scriva e riscriva da anni la stessa canzone, riproponendola senza alcun tipo di remora, è anche vero che tanto Renzulli ha saputo tesaurizzare le sue qualità quanto Pelù le ha buttate ripetutamente al vento. “Elettromacumba”, tra i suoi mille difetti, dimostra che i Litfiba 2 erano quasi soltanto farina del sacco di Ghigo e anzi, che le sbandate di Pelù (“Infinito”) rischiavano di compromettere anche il suono preferito dalla band. A questo punto la palla passa a Pelù, per dimostrare – anzitutto a se stesso – di essere ancora il “Cangaceiro” per cui si è fatto passare in tutti questi anni.
PS. ne “Il patto” – canzone che parla del patto ‘infernale’ tra diavolo e musicisti, si legge: «Dimmi tu zingara se anche Hendrix ti ha venduto la sua anima...». Ghigo & Cavallo, per favore, scherzate con i fanti ma lasciate stare i santi. Se Hendrix ha venduto la sua anima al diavolo, i Litfiba al massimo l’hanno svenduta al El Diablo.
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