«NON ABBIAMO MAI VINTO UN CAZZO - Zeman» la recensione di Rockol

Zeman: leggi qui la recensione di "Non abbiamo mai vinto un cazzo"

“Il titolo del nostro secondo album è chiaramente un riferimento alla principale critica che viene mossa a Zeman dai suoi detrattori. Una frase stretta che sottintende un modo tutto contemporaneo e semplicistico di vedere la realtà..."

Recensione del 25 mag 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Ho sempre trovato interessante la scelta degli Zeman di chiamarsi… Zeman. Nel senso che la trovo una scelta concettuale piuttosto chiara, almeno tanto quanto il gioco iper offensivo dell’omonimo allenatore boemo. Con Zeman lo spettacolo è (quasi) sempre assicurato: o si vince clamorosamente, o si perde clamorosamente; la via di mezzo è una soluzione non contemplabile. “Non abbiamo mai vinto un cazzo” in questo senso è un titolo altrettanto simbolico se inserito in ambito zemaniano

Il titolo del nostro secondo album è chiaramente un riferimento alla principale critica che viene mossa a Zeman dai suoi detrattori. Una frase stretta che sottintende un modo tutto contemporaneo e semplicistico di vedere la realtà. Oggi o si vince o si perde (ma ricordatevi i Kina). A nessuno in­teressa più il come, il percorso ed il motivo. Perché forse sono concetti troppo lenti: poco vendibili. Proprio l’idea di percorso e passaggio è alla base di questo disco: dalla furia espressiva del primo album, siamo arrivati a qualcosa di più meditato e ragionato, ma non studiato, sempre con la vo­glia di divertirci e di divertire, proponendo pezzi che pescano a piene mani dal nostro modo di aver digerito il post-punk e la new wave. 

D’accordo su tutto, con l’aggiunta di qualcosa. Perché nei nove pezzi in scaletta, registrati da Matteo Dainese aka Il Cane alla Cuccia Studio, Udine e masterizzati da Andrea Suriani presso l’Alpha Dept. Studio di Bologna, si respira effettivamente aria wave e post punk (“Le cose più strane”), ma è sempre seguita da qualcosa di più esplicitamente indie pop (“Ada”). Un mix che in “Non abbiamo mai vinto un cazzo” diventa effettivamente cifra stilistica, andando a definire esattamente quello che sono gli Zeman del 2017. La band sta crescendo e affinando il proprio sistema di gioco, ispirandosi anche a chi già è riuscito a metterlo in campo con successo; su tutti, mi vengono in mente I Cani di Contessa (“Insoddisfazione”, il pezzo più piacione della rosa), ma non è con i paragoni che capiremo che cosa hanno in testa gli Zeman. Penso che, in questo senso, sia più utile affidarsi ad uno dei pezzi che hanno messo in scaletta, “Breve storia di un concerto di merda”. Di questo pezzo, gli Zeman dicono: 

Andare ai concerti, scoprire che non c’è più la tensione di una volta, delle cose conquistate, sudate. Dell’im­pegno sociale, politico. Etico. E il revival anni ’80, i synth che prendono il posto delle chitarre fanno da parallelo al fatto che ormai sul palco nessuno parla più di quello che viviamo tutti i giorni, di politica, perché ormai è relegata alla sfera del privato. 

E’ un pensiero che condivido e che mi funziona da chiave di lettura per tutto il disco. “Non abbiamo mai vinto un cazzo” non è un lavoro rivoluzionario, ma è sicuramente più interessante di quello che a prima vista potrebbe sembrare perché consapevole di quello che vuol dire e, soprattutto, di come lo vuol dire.

 

TRACKLIST

01. Insoddisfazione (03:56)
02. Devi solo farmi male (03:25)
03. Smettila di smettere (03:15)
04. Le cose più strane (04:02)
05. Ada (03:16)
06. La rivoluzione (03:46)
07. Breve storia di un concerto di merda (02:45)
08. Se niente importa (03:44)
09. Non ci troveranno (03:15)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.