«ZEROVSKIJ... SOLO PER AMORE - Renato Zero» la recensione di Rockol

Renato Zero, 'Zerovskij' è un atto d'amore per la musica di una volta

"Un percorso non facile e insolito". Così Renato Zero presenta il suo nuovo (doppio) disco, nato parallelamente allo spettacolo che il cantautore presenterà dal vivo in estate: lo abbiamo ascoltato ed ecco come ci è sembrato.

Recensione del 12 mag 2017 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Non è la prima volta che Renato Zero si confronta con un'orchestra: lo aveva già fatto con progetti come l'album "Leoni si nasce" del 1984 e il tour "ZerOpera" del 1993 (e più volte, nelle sue tournée, ha ospitato grandi ensemble - anche nel recente "Alt tour"). Stavolta, però, il Re dei Sorcini alza un l'asticella: "Zerovskij" non è un semplice disco e non sarà una semplice tournée. È un progetto più complesso, quasi un lavoro drammaturgico: nella scheda di presentazione scritta per i giornalisti, il cantautore lo definisce "un percorso non facile ed insolito" e ci sfida a comprenderlo, ad indovinarlo. E allora, sfida accettata.

Il team di musicisti che ha affiancato Zero nelle registrazioni di questo doppio disco è più o meno lo stesso che lo ha affiancato in "Amo" e in "Alt": Danilo Madonia a supervisionare le lavorazioni, Paolo Costa al basso, Lele Melotti alla batteria, accanto ai quali troviamo Fabrizio Bosso alla tromba, Gianluca Littera all'armonica, Adriano Pennino e Stefano Senesi al pianoforte. La novità, rispetto agli ultimi lavori, è rappresentata dalla presenza dell'orchestra sinfonica diretta dal Maestro Renato Serio.

Le diciotto canzoni che compongono il disco sono caratterizzate proprio da questa vicinanza tra le canzoni e la musica sinfonica. E suonano come un atto d'amore per la musica, la musica di una volta: "Sapere che molte grandi orchestre patiscono per una latitanza ingiusta e incomprensibile rappresenta una spinta ulteriore per attuare questa scelta", spiega Zero a proposito di questa contaminazione.

"Ti andrebbe di cambiare il mondo?", la canzone che ha anticipato il progetto, rappresenta un bell'esempio delle atmosfere che caratterizzano l'album: brani che si mantengono fedeli alla forma-canzone ma che a livello di suoni guardano più al mondo del teatro, con l'orchestra imponente e talvolta monumentale. Il brano centrale è forse "Stalker", in cui Zero sembra rivolgersi a chi lo osserva con sguardo indagatore e sospettoso: "Puoi spogliarmi, tanto ciò che troverai sono gli slanci che tu non potrai provare. Forti emozioni e tante sane libertà, se non hai fegato potresti farti male", canta lui.

I brani portano tutti la firma dello stesso Renato Zero, che si è avvalso della collaborazione dei suoi autori storici, Vincenzo Incenzo e Maurizio Fabrizio. Mariella Nava, autrice di "Spalle al muro", la canzone che Zero presentò come interprete al Festival di Sanremo nel 1991 (un'interpretazione che gli valse una lunga ovazione da parte della platea dell'Ariston), qui firma "Pazzamente amare". Si tratta di collaborazioni "stagionate", come Zero stesso le definisce, e perciò ancora più efficaci.

"Zerovskij... Solo per amore" è un disco nato parallelamente allo spettacolo che Renato Zero presenterà dal vivo in estate, quindi per comprenderlo in maniera completa bisognerà attendere i concerti: "C'è una vicinanza con la musica sinfonica, con la prosa, la poesia", ha anticipato lui nella nostra intervista, "abbiamo chiamato in causa più fonti per creare un coro polifonico". A chiudere il doppio disco c'è una rivisitazione orchestrale di "Infiniti treni", una canzone (ri)pescata dall'album "Soggetti smarriti" del 1986: a detta del cantautore, questo progetto rappresenta solamente una delle tante stazioni in cui la sua carriera ha fatto scalo fino ad oggi. Quando il treno ripartirà, sarà interessante scoprire quale direzione prenderà Zero e quale sarà la prossima tappa di questo lungo viaggio.

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