«THE DOORS (50TH ANNIVERSARY DELUXE EDITION) - Doors» la recensione di Rockol

"The Doors", di nuovo

In gennaio l'esordio dei Doors ha compiuto 50 anni. Lo si festeggia con una ristampa: l'album in stereo, in mono, in vinile, un live registrato al Matrix di San Francisco nel marzo 1967. Non ci sono grandi novità, ma "The Doors" resta un capolavoro.

Recensione del 18 apr 2017 a cura di Claudio Todesco

La recensione

Che illusi. Pensavamo che il passato fosse immutabile, che la storia del rock fosse stata scritta, registrata, archiviata. E invece possiamo cambiarla seguendo umori e tendenze, utilizzando le tecnologie che abbiamo a disposizione. Perciò oggi, a cinquant’anni di distanza dalla pubblicazione, non sapremmo dire qual è davvero l’album d’esordio dei Doors. Facile, si dirà, è il 33 giri uscito nel gennaio del 1967. Ma in versione mono o in stereo? E poi, siamo sicuri che la versione definitiva sia quella originale che abbiamo ascoltato per quarant’anni e che conteneva canzoni che per errore erano state rallentate? Forse, allora, dovremmo ascoltare l’album a velocità corretta com’è stato ripubblicato per il quarantesimo anniversario, dove tra l’altro era reintrodotta la frase “she gets high” censurata negli anni ’60. O forse questa nuova versione, che esce per il cinquantesimo e che è una via di mezzo, con la velocità corretta, ma con la frase censurata, come nel 1967.

D’accordo, sono particolari, però dischi a velocità corretta o rallentata, in mono o in stereo, con la voce più o meno in evidenza rappresentano esperienze d’ascolto differenti. Naturalmente non cambia l’essenza: “The Doors” è un formidabile esordio, la combinazione di un cantante carismatico poco più che ventenne amante della poesia, di un tastierista innamorato del suono dell’organo Vox Continental, di un chitarrista che al primo tentativo scrive un successo pop, di un batterista di formazione jazz. Pubblicato in uno degli anni d’oro del rock anglo-americano, “The Doors” è l’album di una band con una visione. Magari non potevano competere in termini di scrittura ed esecuzione con musicisti loro contemporanei – penso ai più grandi, ai Lennon-McCartney, ai Jimi Hendrix – in compenso i quattro californiani riuscivano a evocare un mondo fatto di desideri, pulsioni, mistero, morte. E lo facevano attraverso un suono personale ed eccitante, incidendo già nell’esordio classici come “Break on through (To the other side)”, “Light my fire”, The end”. Roba da cinque stelle.

La versione per il cinquantesimo, 3 CD e un vinile, non aggiunge granché a quel che sapevamo del disco, del gruppo, dell’epoca. Cambia lievemente la prospettiva, il passato viene restaurato a metà. Il primo CD contiene, infatti, il mix stereo originale dell’album, quindi con il verso di “Break on through” censurata, però con le canzoni a velocità corretta. Provate a confrontarlo con una vecchia edizione: i pezzi sono più veloci e hanno quindi una tonalità  impercettibilmente più alta. Il secondo dischetto contiene il mix originale in mono, mai pubblicato prima su CD. Qui la prospettiva sul disco cambia sensibilmente: le performance sono le stesse, ma il mix è differente, pare d’ascoltare una versione più garage del quartetto: è affascinante, nonostante il suono “sporco” possa infastidire qualcuno. La versione mono è contenuta anche sul vinile incluso nel cofanetto.

La (relativa) novità del box set è rappresentata dalle otto canzoni del terzo CD. Sono tratte dall’esibizione del 7 marzo 1967 al Matrix di San Francisco, dove i Doors tennero una serie di concerti da cui è già stato tratto nel 2008 il doppio bootleg ufficiale della Bright Midnight Live at the Matrix. Sono i Doors senza filtri, senza trucchi, grezzi. Offrono versioni cariche di energia e lievemente diverse da quelle pubblicate due mesi prima – si ascolti il lavoro di Manzarek su “Break on through”, “The crystal ship”, “Alabama song” oppure la variazione nel testo di “The end”. Il suono non è perfetto, ci sono saturazioni, sbavature, alcuni suoni di basso della tastiera di Manzarek sono fuori dinamica. Non c’è la tensione costruita in sala d’incisione, ma è comunque interessante ascoltare i Doors in una serata qualunque nel periodo precedente la pubblicazione di “Light my fire” su 45 giri, quando persino la loro canzone più celebre veniva accolta da pochi applausi.

Robby Krieger ricorda che in quelle esibizioni al Matrix – tre al giorno, per cinque giorni – erano a volte presenti cinque, dieci persone. “Le considerammo prove pagate”. Non è male potervi accedere, anche se con cinquant’anni di ritardo. Ci aiutano a riportare il gruppo alla sua essenza, lontano dal mito che è stato costruito attorno alla figura di Jim Morrison e che ha, inevitabilmente, alterato la nostra percezione della storia. Una curiosità: nemmeno in questa edizione di “The Doors” è accreditato Larry Knetchel, che il produttore Paul Rothchild chiamò alla fine delle session per dare corpo e profondità alle parti di basso suonate da Manzarek con il suo Fender Rhodes Piano Bass. È presente in almeno quattro canzoni, fra cui “Light my fire”. Il giornalista David Fricke lo ricorda nelle note di copertina, ma il nome di Knetchel non è citato nei crediti. A quanto pare, non svolse alcun ruolo creativo, limitandosi a doppiare le parti del tastierista, ma un posticino in questa storia lo merita.

TRACKLIST
CD 1 THE DOORS (ORIGINAL STEREO MIX)
"Break On Through (To The Other Side)"
"Soul Kitchen"
"The Crystal Ship"
"Twentieth Century Fox"
"Alabama Song (Whisky Bar)"
"Light My Fire"
"Back Door Man"
"I Looked At You"
"End Of The Night"
"Take It As It Comes"
"The End"

CD 2 THE DOORS (ORIGINAL MONO MIX)
"Break On Through (To The Other Side)"
"Soul Kitchen"
"The Crystal Ship"
"Twentieth Century Fox"
"Alabama Song (Whisky Bar)"
"Light My Fire"
"Back Door Man"
"I Looked At You"
"End Of The Night"
"Take It As It Comes"
"The End"

CD 3 LIVE AT THE MATRIX, MARCH 7, 1967
"Break On Through (To The Other Side)"
"Soul Kitchen"
"The Crystal Ship"
"Twentieth Century Fox"
"Alabama Song (Whisky Bar)"
"Light My Fire"
"Back Door Man"
"The End"

VINYL: THE DOORS (MONO)
"Break On Through (To The Other Side)"
"Soul Kitchen"
"The Crystal Ship"
"Twentieth Century Fox"
"Alabama Song (Whisky Bar)"
"Light My Fire"
"Back Door Man"
"I Looked At You"
"End Of The Night"
"Take It As It Comes"
"The End"

TRACKLIST

#1
01. Break On Through (To The Other Side) - Remastered (02:29)
02. Soul Kitchen - Remastered (03:35)
03. The Crystal Ship - Remastered (02:34)
04. Twentieth Century Fox - Remastered (02:34)
05. Alabama Song (Whisky Bar) - Remastered (03:20)
06. Light My Fire - Remastered (07:10)
07. Back Door Man - Remastered (03:34)
08. I Looked At You - Remastered (02:21)
09. End Of The Night - Remastered (02:52)
10. Take It As It Comes - Remastered (02:17)
11. The End - Remastered (11:50)

#2
01. Break On Through (To The Other Side) - Mono Remastered (02:28)
02. Soul Kitchen - Mono Remastered (03:34)
03. The Crystal Ship - Mono Remastered (02:34)
04. Twentieth Century Fox - Mono Remastered (02:33)
05. Alabama Song (Whisky Bar) - Mono Remastered (03:21)
06. Light My Fire - Mono Remastered (07:00)
07. Back Door Man - Mono Remastered (03:34)
08. I Looked At You - Mono Remastered (02:23)
09. End Of The Night - Mono Remastered (02:54)
10. Take It As It Comes - Mono Remastered (02:17)
11. The End - Mono Remastered (11:46)

#3
01. Break On Through (To The Other Side) - Live at Matrix, 3/7/1967 (03:35)
02. Soul Kitchen - Live at Matrix, 3/7/1967 (04:05)
03. The Crystal Ship - Live at Matrix, 3/7/1967 (03:07)
04. Twentieth Century Fox - Live at Matrix, 3/7/1967 (02:54)
05. Alabama Song (Whisky Bar) - Live at Matrix, 3/7/1967 (04:03)
06. Light My Fire - Live at Matrix, 3/7/1967 (08:51)
07. Back Door Man - Live at Matrix, 3/7/1967 (05:44)
08. The End - Live at Matrix, 3/7/1967 (14:14)
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