«TUTTI SU PER TERRA - Eugenio in Via di Gioia» la recensione di Rockol

Eugenio in Via di Gioia - TUTTI SU PER TERRA - la recensione

Recensione del 17 apr 2017 a cura di Anna Gaia Cavallo

La recensione

“Tutti su per terra” è il secondo album degli Eugenio In Via Di Gioia. “Tutti su per terra”, quindi, perchè il mondo è fatto di contraddizioni. A partire dal progresso che ci consente di avanzare, ma, allo stesso tempo, ci fa regredire. Al punto che oggi riempiamo così tanto la nostra vita da renderla vuota. Parliamo per colmare i silenzi. Pensiamo a cose futili per non dover meditare. Da qui parte tutto il lavoro.

“Tutti su per terra” è il riassunto di millenni di evoluzione. “La realtà è aumentata al punto di rendere esigua la fantasia e ora che non ho più niente da inventare invento uno spettatore lontano dal gusto, lontano dal tatto, lontano da tutto”. Così esordisce la prima traccia, “Giovani illuminati”. Abbiamo inventato mezzi per sentirci vicini, eppure il risultato è che oggi siamo tutti soli: siamo “un arcipelago di isole distanti ma comunicanti”.

Gli Eugenio In Via Di Gioia la loro visione pessimistica del mondo non la nascondono. Prevedono per l’umanità un futuro catastrofico e lo cantano in “La punta dell’iceberg”. Non hanno paura di evidenziare i più grandi difetti dell’uomo. Non hanno paura di urlare come siamo, anzi, come siamo diventati. Ci siamo alienati, e risulta chiaro in “Silenzio”, brano il cui protagonista è un mondo utopico immaginario, in cui sembra che sia stato risolto “il problema dell’inquinamento acustico”. Sembra, perché alla fine si comprende che il silenzio generato non è quello produttivo, che porta alla riflessione, bensì quello sterile dell’alienazione. Seguiamo tutti la massa, come emerge da “Sette camicie”, una riflessione sulla società odierna, che ha delineato i confini entro cui ci si può definire normali. Ma esistono davvero questi confini? Cosa è la normalità? Siamo superficiali, come si evince da “Scivola”: ascoltiamo talmente tante notizie ogni giorno, che ormai “una dopo l’altra le notizie si somigliano un po’ tutte, le brutte con le belle, le belle con le brutte”. “Il mondo è diventato impermeabile”, e ormai tutto ci scivola addosso. Siamo amorali e lo testimonia “Obiezione”: “Spiegamela tu la differenza tra morale e coscienza. Se è l’opinione degli altri che conta,  non serve la coerenza”. Siamo così legati al giudizio altrui da aver messo in secondo piano la nostra coscienza.

Gli Eugenio In Via Di Gioia affrontano anche il delicato tema del bullismo, in “Selezione naturale” (feat. Willie Peyote). “Se tutti avessimo una pietra nessuno avrebbe il coraggio di scagliarla prima”: è facile attaccare chi non si sa difendere.  L’album è di stampo folk. Ci sono tocchi di pop, in “Chiodo fisso”, di musica leggera, in “Silenzio”, di swing, in “Sette camicie”.

Gli Eugenio In Via Di Gioia la loro visione pessimistica del mondo non la nascondono, dicevamo. Eppure sanno mitigarla. Paragonano un chiodo e una bicicletta al rapporto tra uomo e natura. Parlano della coscienza umana, partendo da una favola. Sanno alleggerire ciò che pesa, pur non sottovalutandone la pesantezza. È questo il loro punto di forza. Ed è questo che rende l’ascolto un interessante spunto di riflessione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRACKLIST

01. Giovani illuminati (03:15)
02. La punta dell'iceberg (03:23)
03. Chiodo fisso (02:59)
04. Sette camicie (02:45)
05. Silenzio (03:47)
06. Obiezione (03:10)
07. Scivola (03:43)
08. Selezione naturale (03:26)
09. La prima pace mondiale (03:20)
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