«MENTAL ILLNESS - Aimee Mann» la recensione di Rockol

Aimee Mann - MENTAL ILLNESS - la recensione

Recensione del 31 mar 2017 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Aimee Mann a settembre compie 57 anni ed è attiva discograficamente dai primi anni ottanta. Un periodo davvero lungo. Ma nel sentire collettivo lei è di molto più giovane. Nel sentire collettivo Aimee Mann nasce come musicista nel 1999, quando il regista Paul Thomas Anderson, per il suo granitico e osannato “Magnolia”, usò ben otto brani dell’allora 39enne cantautrice statunitense. Il film e la sua colonna sonora si meritarono attenzioni e complimenti al massimo livello. Attenzioni e complimenti a livello di Oscar. Aimee si ritrovò dall’oggi al domani sotto la luce accecante dei riflettori, finalmente e meritatamente. “Magnolia”, tra i suoi meriti, ebbe quello di rivelare al mondo una cantautrice con i fiocchi. E non è affatto casuale che il cinema a un certo punto si sia accorto di lei. Infatti, lei è una cantautrice che si potrebbe definire letteraria e cinematografica. Aimee usa le parole per creare piccole grandi storie lunghe il tempo di una canzone.

 

Da quel 1999 Aimee ha pubblicato altri sei album, sette se nel conto ci facciamo entrare anche l’ultimo nato “Mental illness”, che, nel computo totale della sua discografia solista, è il nono. Un disco che ha un titolo che è tutto un programma, ma che non stupisce più di tanto chi nel tempo ha avuto modo di accostarsi almeno un poco alle canzoni di questa bionda ragazza di Richmond (Virginia). Non stupisce che un album di chi da sempre ha un animo introspettivo e ha usato la canzone come pretesto per sondare la complessa psiche umana si possa intitolare ‘Malattia mentale’.

Agli undici brani di questo album è stata tolta l’elettricità. Chitarra, voce, pianoforte, seconde voci, archi, questi gli ingredienti principali usati per produrre “Mental illness”. Parlando con Rolling Stone America Aimee, facendo uso di un’ironia che non le difetta, ha detto del disco che è il più triste e lento inciso nei suoi trentacinque anni di carriera. L’affermazione è assolutamente vera, ma non per questo dovete farvi scoraggiare. La bellezza delle canzoni unita alla malia della sua voce, bastano e avanzano. Nulla è fuori posto in questo album. Aimee Mann è bravissima e scomodare il paragone con sua maestà Joni Mitchell non è del tutto azzardato.

 

Non sappiamo se “Mental illness” viene intenzionalmente e ironicamente (vedi più sopra) pubblicato in primavera, quando, si sarebbe meglio integrato, per il mood delle canzoni, in un più appropriato e bigio autunno. L’estate, quella no. Quella è menzognera, come viene cantato in “Lies of summer”. Quel che sappiamo è che Aimee Mann è una delle nostre preferite e, una volta di più, ha confermato di esserlo.

TRACKLIST

01. Goose Snow Cone (03:35)
02. Stuck in the Past (03:33)
03. You Never Loved Me (03:07)
04. Rollercoasters (03:44)
05. Lies of Summer (02:42)
06. Patient Zero (03:41)
07. Good for Me (04:09)
08. Knock It Off (03:01)
09. Philly Sinks (03:14)
10. Simple Fix (04:12)
11. Poor Judge (03:33)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.