«PIANO PORTRAITS - Rick Wakeman» la recensione di Rockol

"Piano portraits", il centesimo album di Rick Wakeman

Ritratti al piano per il 'maestro' Rick Wakeman

Recensione del 22 gen 2017 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Rick Wakeman è l’immediatamente riconoscibile – per la lunga capigliatura bionda – 67enne tastierista londinese, eroe della stagione della musica progressive che conobbe i suoi maggiori fasti nella prima metà degli anni settanta. Wakeman a quel tempo suonava le tastiere con i molto apprezzati Yes. A quel tempo, assieme a Keith Emerson, era considerato (e lo è ancora) guru indiscusso da chi apprezzava tale genere musicale. Il suo rapporto con gli Yes non è stato dei più semplici, è stato all’insegna dei più classici ‘odi et amo’, un tira e molla durato anni con continui abbandoni e altrettanti ritorni. La sua passione totalizzante per la musica lo ha portato, sin dagli anni settanta, a intraprendere, parallelamente alle collaborazioni con altri artisti e alla sua militanza negli Yes, una più che soddisfacente carriera solista. La tastiera di Wakeman non si è mai risparmiata ponendosi al servizio, per fare solo un paio di esempi diversi tra loro, di David Bowie (nell’album “Hunky dory”, suona in “Changes”, “Oh! You pretty things” e nella iconica “Life on Mars?”) e dei Black Sabbath (“Sabbra cadabra”, nell’album “Sabbath Bloody Sabbath”).

Gran virtuoso del pianoforte ma anche gran sperimentatore della tastiera elettronica, Wakeman ha alle spalle studi classici. Questi studi sono alla base di “Piano portraits”, album che è (non stupitevi) il centesimo della sua lunga e prolifica carriera. Sui banconi dei negozi “Piano portraits” va inserito, a maggior ragione, nella sezione ‘classica’ piuttosto che in quella pop/rock come i trascorsi di Wakeman potrebbero lasciar pensare. Quindici brani per solo pianoforte, null’altro che il piano. Brani dalla risaputa notorietà che spaziano dalle beatlesiane “Help” e “Eleanor Rigby” – che aprono e chiudono la tracklist – alle bowiane “Life on Mars?” (tutti tornano sul luogo del delitto) e “Space oddity” fino al classico degli Zeppelin “Stairway to heaven” o “Morning has broken” di Cat Stevens. Ma non mancano suggestioni classiche come il “Chiaro di luna” di Debussy o “Lago dei cigni” di Tchaikovsky.

Volevo registrare un album di solo piano da anni ed ho cercato di concentrare in esso i miei artisti preferiti, nel campo del pop, del rock e della musica classica: composizioni che mi sono sempre piaciute come ‘Morning Has Broken’ e ‘Life On Mars’, più piece musicali più complesse come ‘Stairway to Heaven’ e ‘Clair De Lune’ di Debussy. Ognuna di queste tracce ha per me un significato particolare.” Queste sono le parole dell’autore a commento dell’album. Wakeman si è fatto un regalo per il suo centesimo disco. Un regalo che, inserito nel lettore, può accompagnarci rimanendo dolcemente in sottofondo mentre si è impegnati in amabile conversazione durante una serata tra amici o mentre si è intenti in altra casalinga occupazione. Oppure si può gustare con pienezza, in solitudine, donandogli totale attenzione alzando di qualche il tacca il volume concentrandosi sulle note.

TRACKLIST

01. Help (03:55)
02. Stairway To Heaven (06:12)
03. Life On Mars (03:23)
04. I’m Not In Love (03:10)
05. Wonderous Stories (04:24)
06. Berceuse (04:27)
07. Amazing Grace (03:55)
08. Swan Lake (04:29)
09. Morning Has Broken (03:41)
10. Summertime (04:07)
11. Space Oddity (04:46)
12. Dance Of The Damselflies (03:33)
13. Clair de Lune (03:06)
14. I Vow To Thee My Country (02:56)
15. Eleanor Rigby (05:05)
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