«OUR LIFE WILL BE MADE OF SIMPLE THINGS - Old Fashioned Lover Boy» la recensione di Rockol

Old Fashioned Lover Boy: leggi qui la recensione del nuovo album

“Our life will be made of simple things” è il secondo lavoro a firma Old Fashioned Lover Boy, pseudonimo dietro al quale si cela Alessandro Panzeri, napoletano appassionato di folk americano, ex ferroviere, milanese d’adozione da ormai tre anni...

Recensione del 19 nov 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

L’attacco stile The War on Drugs di “Bowling green” mette di ottimo umore già in principio; aggiungiamoci poi che il pezzo procede anche meglio, andando a lavorare sulla melodia con quella delicatezza che è propria di autori più espressamente folk e dream pop, e il gioco è fatto. Se poi qusto modus operandi lo ragioniamo in prospettiva capiamo che il succo del nuovo Old Fashioned Lover Boy è effettivamente un concentrato di alcune specifiche influenze precise che il songwriting di Alessandro Panzeri ha saputo incanalare oggi in modo molto più personale (e bello, se mi permettete) rispetto a quanto sentito in passato.

“Our life will be made of simple things” è il secondo album targato Old Fashioned Lover Boy e arriva a un anno dal già promettente “The iceberg theory”. Il tutto senza considerare l’esperienza di Panzeri con gli Abulico, ottima band di cui mi era già capitato di parlare su The Observer, la rubrica che tenevo qui su Rockol qualche anno fa. Già ai tempi riconobbi la bontà di un progetto che faceva della scrittura delle melodie il suo punto forte: in solitaria Panzeri, napoletano di nascita ma residente a Milano da qualche anno, è stato in grado di portare questa scrittura ad un livello ancora superiore, lavorando tantissimo sulla costruzione del pezzo e, soprattutto, sulla produzione e sugli arrangiamenti. Lavoro che ha fatto non poco la differenza, restituendoci un autore molto più maturo e cosciente dei propri mezzi creativi. Panzeri scrive benissimo, ha gran gusto e in ogni pezzo si percepisce la presenza trasparente di una serie infinita di ascolti di tonnellate di album, senza però dare mai quella sensazione di fastidio che i dischi troppo, e sottolineo troppo, derivativi spesso ti lasciano addosso.

Dentro “Our life will be made of simple things” ci sono tanti riferimenti, a volte espliciti (“Macca”, “From grace”), a volte solo accennati da un particolare giro o nella scelta dei suoni. C’è Elliot Smith, vedi “Muddy shoes”. C’è il calore folk e il tocco aggraziato di Iron & Wine: “Oh my love”, primo singolo estratto dal disco, è andata benissimo in Uk e Stati Uniti grazie a Spotify che l’ha inserita nella playlist Fresh Finds, e non faccio per nulla fatica a capire perché; sembra nata lì. E ancora: ci sono ottime melodie (“Open road”) e arrangiamenti che spesso sconfinano nel jazz e che certificano lo status di musicista vero del nostro protagonista. Ci sono momenti alla Mount Eerie, paesaggi dark folk però illuminati da un sole molto più saturo di quello che si potrebbe pensare. C’è parecchio Thomas Dybdahl dei tempi (guarda caso) di “From grace” (che pezzo quello…). La nostra “From grace” riporta invece alle atmosfere più consone a Panzeri, quel mondo fatto di voce e chitarra (e poco altro) in cui i pezzi targati Old Fashioned Lover Boy prendono effettivamente vita. Giusto metterla in chiusura, per non dimenticare mai da dove si arriva. Per il resto, saremo curiosi di scoprire dove ragazzo vecchia maniera andrà. Personalmente sto amando molto questo disco: lo trovo sorprendente, scritto come si deve e interpretato meglio, emotivo, raffinato, essenziale. Tutte cose che solitamente determinano il valore del lavoro… Ecco, “Our life will be made of simple things” è semplicemente un ottimo lavoro. Fatevi un favore ed ascoltatelo.

TRACKLIST

01. Bowling Green (03:43)
02. Carry On (04:32)
03. Oh My Love (03:09)
04. Escape (02:54)
05. So Far so Close (03:40)
06. Macca (03:46)
07. Muddy Shoes (03:26)
08. Open Road (03:44)
09. From Grace (02:59)
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