Recensioni / 09 set 2016

Daniel Lanois - GOODBYE TO LANGUAGE - la recensione

GOODBYE TO LANGUAGE
Red Floor Records, under exclusive license to Anti (Digitale)


Il produttore cantautore canadese Daniel Lanois, classe 1951, torna a distanza di due anni dall'uscita del precedente "Flesh and machine" con "Goodbye to language", 12 nuove tracce strumantali che strizzano l'occhio un po' alla musica ambient, con i suoni che ricordano lo scorrere di un ruscello, il vento, il crepitio del fuoco.




L'atmosfera è ambient,  mentre la strumentazione è country, composta prevalentemente da pedal steel, lap steel e qualche effetto qui e là, con la tipica stratificazione sonora che è il suo marchio di fabbrica da artista come da produttore. La produzione risulta comuqne scarna, essenziale, anche se Lanois - produttore di, tra gli altri, Bob Dylan, Neil Young, Peter Gabriel, U2 e Brian Eno - ha definito queste nuove tracce come esempi di "futurismo sonico". Tra i pezzi contenuti all'interno del disco ci sono anche "Deconstruction" e "Heavy sun", resi disponibili in anteprima su BandCamp.

TRACKLIST

01. Low Sudden - (02:38)
02. Time On - (05:07)
03. Falling Stanley - (02:21)
04. Deconstruction - (03:50)
05. Satie - (04:10)
06. Three Hills - (02:52)
07. Heavy Sun - (02:35)
08. The Cave - (01:36)
09. East Side - (01:53)
10. Later That Night - (04:52)
11. Suspended - (01:27)
12. Blue Diamond - (03:21)