«ADESSO - Emma Marrone» la recensione di Rockol

Emma Marrone - ADESSO - la recensione

Recensione del 27 nov 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

C'è stato un momento in cui la carriera di Emma ha conosciuto una svolta. Quel momento è rappresentato da "Schiena", l'album uscito nel 2013, che ha visto Emma impegnata per la prima volta non solo come semplice interprete, ma anche come cantautrice. Con "Adesso", che di "Schiena" è il sequel, Emma alza l'asticella: stavolta, ci mette le mani in prima persona, se lo produce da sé assieme a Luca Mattioni, scrivendo tutti gli arrangiamenti e firmando più di una canzone.

Emma ha descritto "Adesso" come un'istantanea di sé, una polaroid che la racconta per l'esatto momento che sta vivendo, uno stato di calma e di serenità; il disco è frutto di due anni e mezzo di lavoro e musicalmente parlando la cantautrice lo ha presentato come un album multiforme, un susseguirsi di atmosfere che cambiano di canzone in canzone. Ed è proprio così: le canzoni viaggiano su strade parallele, sia per quanto riguarda le storie che raccontano, sia per quanto riguarda il sound. Non ci sono incroci, tanto è volutamente vario e sfaccettato il disco. "Adesso" non racconta una storia, ma tante storie diverse ("nate per strada, incontrando autori per caso, chiacchierando con colleghi a cena", ha spiegato la cantautrice), e raccoglie tanti punti di vista e tante voci narranti che parlano linguaggi diversi e a volte contrastanti (non solo a livello di scrittura, ma anche a livello di suono): non c'è un centro, i pezzi rappresentano l'uno l'opposto dell'altro per suono e intenzioni. Emma questa varietà è andata proprio a ricercarla, incidendo canzoni scritte per lei da autori provenienti da percorsi, stili e generi tra loro molto diversi. Ha scelto autori di nuova generazione quali Zibba, Giovanni Caccamo, Alessandra Flora, Amara, Matteo Buzzanca, Marta Venturini e Naskà (all'anagrafe Alessandra Merola, che aveva già composto "Schiena", la traccia conclusiva del precedente album). A questi si vanno ad aggiungere Giuseppe Anastasi (noto ai più per aver composto diverse canzoni per Arisa), ma anche Giulia Ananìa (già autrice di "Tra passione e lacrime", brano contenuto in "Sarò libera" del 2011), Diego Mancino, Dario Faini e Giuliano Sangiorgi.

Ciascuno di questi autori ha portato in "Adesso" il proprio marchio: se conoscete la scrittura di Giovanni Caccamo, ad esempio, riconoscerete la sua mano nel testo e nella melodia di "Finalmente" (un pezzo caratterizzato da aperture orchestrali, in pieno stile Caccamo appunto); Naskà confeziona due belle canzoni, una più minimal-acustica ("Che sia tu", dove la voce di Emma è nuda e cruda e dà il meglio di sé a livello di timbro e interpretazione: alla lap steel c'è Roberto Angelini), l'altra più calcata a livello di produzione ("Argento adesso", tra gli episodi più riusciti dell'intero disco: le sonorità si fanno drum'n'bass, i groove elettronici e i ritmi sospesi - sottobraccio con il testo, bello e ansiogeno, che parla di sesso ma lo fa in maniera non esplicita né volgare: "Ho la tua carne che si incolla addosso e le mie gambe che non trovano un intreccio per scoprirti da lenzuola che sanno di adesso"); Sangiorgi è presente con un pezzo pop-punk con tastiere dalle tinte gothic, "Facciamola più semplice"; Dario Faini, Ermal Meta e Matteo Buzzanca sfornano hit pop rock come "Occhi profondi" e la nanniniana "Arriverà l'amore" (con chitarre elettriche che convivono con gli archi scritti e diretti dal Maestro Fabio Gurian). Ma c'è spazio anche per un pezzo simil-rap con aperture soul ("In viaggio", dei fratelli Niccolò e Carlo Verrienti, con una scrittura che ricorda vagamente quella di Nesli), un pezzo politicamente impegnato ("Per questo Paese", scritto insieme ad Amara, Giuseppe Anastasi e Cheope, una sorta di "Non è l'inferno" 2.0 - "L'Italia è una repubblica fondata sull'amore, sull'onore, sull'odore delle cose buone", canta con coraggio Emma alla fine del brano) e per un pezzo attuale come "Io di te non ho paura" (di Giulia Ananìa, Zibba e Marta Venturini, che parte come una canzone d'amore e che affronta il tema del terrore dei rapporti a due, visione in piccolo della società - il sound è dritto, la batteria pulsante, nel ritornello le tastiere lasciano spazio ad un'orchestra imponente; Emma ne offre un'interpretazione "di pancia" e convince: avrà una bella resa dal vivo e potrebbe essere uno dei prossimi singoli estratti dal disco).

Emma ha parlato di "Adesso" come del disco che segna un ritorno alle sue origini, all'elettronica dei brani incisi con il trio dei M.J.U.R.; in realtà, l'elettronica rappresenta solamente un piccolo segmento dell'album e il lavoro di sperimentazione e ricerca che la cantautrice aveva fatto lo scorso anno per il tour "Emma 3.0", riarrangiando alcuni suoi successi in chiave electro rock, elettropop e drum'n'bass, in "Adesso" si ritrova in maniera esplicita giusto in "Argento adesso" e "Io di te non ho paura". Per il resto, "Adesso" si presenta come un album per reazione molto diverso da "Schiena" (che era un disco abbastanza ordinato e monocromatico) che se da un lato mostra le tante sfaccettature della cantautrice (e sfumature nuove della sua voce), dall'altro nasconde l'identità della Emma del 2015: "Ok, tutto molto bello, ma qual è il suo suono oggi?", ci si chiede dopo aver ascoltato l'album più di una volta. Una precisa risposta non c'è ed Emma ne è cosciente, ma non se ne cura: "Non ho mai amato essere rinchiusa in schemi: se si ha la possibilità di contaminare un disco con tanti tipi di suoni e di stili, perché non farlo? In questo album trovate me, la mia musica, tutto quello che sono io 'Adesso'", ha detto la cantautrice a tal proposito. E nel pezzo che chiude il disco, "Poco prima di dormire", canta: "Sono io sempre la stessa, non mi vedi? Mi faccio largo tra i giganti mentre tu mi insegui. Le mie canzoni, qualche trucco, poche cose nella borsa: sono nata che ero pronta, la mia vita va di corsa".

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