«SOME LIKE IT HOT - Bar Italia» la recensione di Rockol

Il bar italia più pieno di sempre

Il quinto disco della formazione inglese è il più completo.

Recensione del 20 ott 2025 a cura di Claudio Cabona

Voto 7/10

La recensione

Il nuovo disco dei bar italia pulsa di romanticismo ed è ricco di folk-pop ipnotico, di ballate rock da ubriachi e momenti che sorprendono come un raggio di sole alle cinque del pomeriggio. La maturazione del sound della band inglese è evidente: si è passati dalle prime registrazioni casalinghe, simili a schizzi disegnati a mano, alle pennellate più ampie di “Some Like It Hot”. Un percorso possibile grazie a un programma incessante di composizione e tour, che ha reso ancora più granitico il rapporto tra Nina Cristante, Jezmi Tarik Fehmi e Sam Fenton. “Some Like It Hot”, “A qualcuno piace caldo”, è un film del 1959 con Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon che racconta le avventure di un gruppo di musicisti ribelli. È divertente, sexy, turbolento e intramontabile, con un cast di grande talento che dà il meglio di sé. Il titolo evoca quelle atmosfere.

Le voci dei tre si alternano e si intrecciano, creando una dimensione quasi da conversazione intima, a volte spezzata, a volte corale, ma quello che è interessante di questo quinto progetto è la varietà sonora. Quei primi brani essenziali, frammentati, come collage emotivi che si reggono su ripetizioni ipnotiche, qui si fanno più spessi e virano anche verso nuovi territori. Questo capitolo è senz’altro evolutivo rispetto ai precedenti. Il brano di apertura "Fundraiser" è una carta di identità tra voci che si fondono e atmosfere sospese. "Rooster" è un pezzo caustico con il timbro di Nina Cristante che si fa sempre più feroce prima di fare un salto nella psichedelia. E qui si capisce un elemento: il legame tra il titolo dell'album e il film da cui prende il nome è il mix di glamour e satira che caratterizza il progetto. "Bad Reputation" sembra muoversi sui ritmi di un valzer ammaccato e crepato, mentre "The Lady Vanishes" segue più le linee del pop onirico che quelle dell’indie rock e post-punk, generi che hanno sempre caratterizzato il gruppo e che riaffiorano in "Omni Shambles".

“Lioness” ha venature folk e mostra con chiarezza tutto l’amore del gruppo per le chitarre, “Eyepatch” è nevrotica e liberatoria, “Some Like It Hot” è una gran bella canzone, sembra la colonna sonora di un western ai confini dell’umanità. In definitiva “Some Like It Hot” non è un album sorprendente, i bar italia non sono quel tipo di band, ma ha un’intensità sotterranea che in certi momenti sgorga e avvolge, rendendo il progetto, a livello generale, un ulteriore tassello in carriera, che raggiungerà la sua maturazione nella riproposizione live. Una dimensione, quella dei concerti, dove i bar italia, supereroi malinconici e underdog, si mostrano al meglio

TRACKLIST
Fundraiser
Marble Arch
Bad Reputation
Cowbella
I Make My Own Dust
Plastered
Rooster
The Lady Vanishes
Lioness
Omni Shambles
Eyepatch
Some Like It Hot

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