«JUXTAPOSE - Tricky» la recensione di Rockol

Tricky - JUXTAPOSE - la recensione

Recensione del 06 set 1999

La recensione

Durante un’intervista rilasciata al mensile americano RAYGUN sembrava che questo disco, più che un vero e proprio lavoro di Tricky fosse sperimentazione con il “complice” di turno (DJ Muggs di Cypress Hil, che infatti partecipava all’intervista a fianco di Adrian “Tricky” Thaws). Un disco “minore”, non ufficiale, come Nearly God allora? Non si direbbe dopo aver ascoltato “Juxstapose”. Certo, ci sono molte novità all’interno di questo disco. C’è il fatto che Tricky, sempre più lontano (fisicamente) dalla scena trip hop inglese (vive a New York), è andato naturalmente a cercarsi i propri complici nella scena hip hop americana (oltre DJ Muggs c’è anche Grease, ex DMX). C’è il fatto che, abbandonato (artisticamente) da Martina (la sua compagna e vocalist di fiducia, impegnata nelle registrazioni del suo album d’esordio come solista), si sia fatto accompagnare da Kioka (artista della sua etichetta, la Durban Poison). In entrambi i casi però tutto, paradossalmente, riporta al passato, a elementi che hanno reso la musica di Tricky riconoscibile tra molti trip hoppers. Anzitutto perché sia Muggs che Grease, in passato, hanno sempre cercato di trasgredire, con modalità simili a Tricky, le regole dell’hip hop (Grease recuperando la forma canzone, Muggs contaminando l’hip hop con influenze dub e suoni psichedelici, gotici). La voce di Kioka poi ricorda molto da vicino quella di Martina. E alla fine allora ci si ritrova tra le mani un disco che, molto più di “Pre-millennium tension” (considerato da molti “il” capolavoro di Tricky), fa pensare a quell’atmosfera “naive” che fece di “Maxinquaye” uno dei capisaldi della musica degli anni 90. Un disco quindi ruvido e scarno come “Maxinquaye”, come il suono primitivo dell’Africa, che, oltre l’hip hop, lascia spazio a ritmiche latin (quelle ipnotiche di “She said”, uno dei brani più riusciti dell’album), a contaminazioni metal (garantite da chitarre heavy nell’alternative version di “Hot like sauna”), diversioni in territori techno (in “Hot like sauna”, alla maniera della rivelazione dell’hip hop inglese di quest’anno, Roots Manuva), vibrazioni orientaleggianti (le chitarre acustiche di “For real”, e della bellissima “Contradictive”) e ragga (con la voce di Mad Dog, nuova scoperta di Tricky), recuperando, all’interno di questo mosaico di suoni, quella forma canzone tanto bistrattata in questo decennio.
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