«NIKKI NACK - Tune-Yards» la recensione di Rockol

Tune-Yards - NIKKI NACK - la recensione

Recensione del 20 mag 2014 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Certo ne è passato di tempo da quando Merril Garbus incideva il primo disco (“Bird brains”) nella sua cameretta su un registratore a cassetta. O meglio: di anni ne sono trascorsi cinque, che non è poi una vita, ma è il suo progetto tUnE-yArDs ad aver fatto tanta strada.
Già con “Whokill” la musicista americana aveva compiuto un passo in avanti notevole, classificandosi tra i migliori dischi dell'anno per gran parte della stampa specializzata americana (e non solo), facendo intendere che si stava cominciando a fare davvero sul serio.
Dopo il lungo tour a seguito al secondo capitolo discografico, nei primi mesi del 2013 la 35enne cresciuta tra New York, Connecticut, Vermont e Montreal ha deciso di spostarsi per qualche tempo ad Haiti per lavorare al nuovo disco. Qui mette insieme tante idee, molte delle quali assorbono numerose influenze dalla world-music, con percussioni e canti africani a go-go. Una volta tornata in patria, arriva la trovata geniale: perché non fare metter le mani su tutto questo sound tribale a due produttori hip-hop/pop come John Hill (Rihanna, Shakira, M.I.A.) e Malay (Frank Ocean, Alicia Keys)? Ecco qui sta la svolta di “Nikki nack”, perché questo è un lavoro che sa miscelare l'imprevedibilità, il genio ed i colori di Merrill con una produzione massiccia, ma dosata al punto giusto, che la rende accessibile anche ad un altro range di pubblico.
Ne sono un esempio perfetto “Find a new way” con i suoi bassi corposi, tastierine indie ed i suoi cori che ricordano i primi Vampire Weekend, “Water fountain” con il suo crescendo etno-funk irresistibile, la sognante e dubbeggiante “Time of dark” (uno degli episodi migliori del disco). O come non citare l'intruglio hip-hop/elettronico alla M.I.A. di “Sink-O” e “Left behind” o ancora “Rocking chair” con il suo andamento da canto tradizionale africano a mettere in evidenza nuovamente la splendida voce di Miss Garbus. Insomma, “Nikki nack” è un lavoro in cui tUnE-yArDs mostra tutta la sua capacità, ispirazione ed intelligenza. Saper aggiornare in modo così cool ed allo stesso tempo sincero la lezione impartita da gente come David Byrne e soci non è cosa da tutti, anzi. E poi diciamolo, rispetto alla incensatissima St. Vincent è anche molto più divertente...
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