«IO - Francesco Sarcina» la recensione di Rockol

Francesco Sarcina - IO - la recensione

Recensione del 01 mar 2014 a cura di Mattia Marzi

La recensione

"Sai, certe volte accade che ci sia bisogno di andar via e lasciare tutto al fato", cantava Francesco Sarcina nell'incipit di "Dedicato a te", uno dei brani più popolari de Le Vibrazioni, la band da lui fondata, insieme a Stefano Verderi, Marco Castellani e Alessandro Deidda, alla fine degli anni Novanta; incipit attraverso il quale i componenti della band, in un post apparso sui canali social ufficiali de Le Vibrazioni nell'ottobre del 2012, comunicarono ai loro fan la decisione di prendersi una pausa a tempo indeterminato. Band congelata, per dirla in altre parole. Per quanto non ci è dato saperlo. Pochi mesi dopo quell'annuncio, poi, arrivò una dichiarazione di Sarcina in cui l'ex frontman de Le Vibrazioni annunciava, in poche parole, di aver firmato un contratto solista con la Universal e di essere al lavoro su un album da lui interamente scritto e suonato. Un album che ha raggiunto il mercato dopo i singoli "Tutta la notte" e "Odio le stelle" e sulla scia della partecipazione di Sarcina alla sessantaquattresima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, dove ha presentato i brani "Nel tuo sorriso" e "In questa città".
Il disco si intitola "Io" ed è azzeccato. Perché "Io" è un album decisamente personale: le dieci canzoni in esso contenute, infatti, sono state tutte composte (testi e musiche) da Francesco Sarcina (ad eccezione di "Tutta la notte", in cui - per quanto riguarda la musica - il cantautore è stato affiancato da Roberto Vernetti e Michele Clivati). Interessante, a tal proposito, è notare come i testi siano stati tutti scritti in prima persona (con la sola eccezione di "Giada e le mille esperienze", scritta in terza persona), cos' come è scoprire che alle registrazioni dell'album non ha preso parte alcun musicista se non il solo Francesco Sarcina (voce, basso, batteria, chitarre, sitar, theremin, tastiere, pianoforte e cori, si legge dal booklet). A produrre il tutto c'è Roberto Vernetti, già collaboratore (tra gli altri) di Dolcenera, Mauro Ermanno Giovanardi e Max Pezzali.





Oltre ad essere un album personale, "Io" è un disco attraverso il quale - dal punto di vista musicale - Sarcina mette alla prova la sua versatilità esplorando diverse sonorità pur non allontanandosi troppo dai moduli stilistico-compositivi che avevano caratterizzato i brani composti come frontman de Le Vibrazioni: all'interno dell'album è forte, infatti, la presenza di brani spiccatamente rock ("Violentasogni", "Accanto a te"), di power ballad ("Nel tuo sorriso" e "In questa città", due canzoni caratterizzate dall'uso degli archi e dagli assoli alla chitarra elettrica) e di brani pop-rock (come "Giada e le mille esperienze", il cui sound riporta alla mente alcuni successi dei Beatles - compare anche il sitar, strumento reso popolare nella musica occidentale da George Harrison, che lo impiegò per la prima volta nel brano "Norwegian wood"); non mancano tuttavia brani in cui il cantautore sperimenta nuove soluzioni musicali: "Tutta la notte", ad esempio, è un pezzo funky dal testo velatamente porno ("Con la sua lingua mi risveglia l'istinto/e in un attimo la trovo già giù/la guardo mentre allevia le mie pene/tra le mie gambe questo funky beat") che cattura sin dal primo ascolto, mentre "Pagine" (decima ed ultima traccia) è una canzone tendenzialmente indie rock in cui la voce di Sarcina è accompagnata per tutto il tempo da una chitarra acustica suonata in modo davvero delicato, quasi intimo. Tra gli altri, "Falso in falsetto" è un brano sostenuto da chitarre elettriche martellanti che rappresenta, per Sarcina, l'occasione giusta per dire la sua sulla musica ("Ormai è un bene di lusso"), sulla moda ("Se ne è parlato abbastanza di special guest e divine follie") e sulla politica ("Come i politici che fanno ridere"), mentre "Odio le stelle" è una toccante ballata dal respiro melodico e dal testo ispirato (dedicato al padre, scomparso lo scorso anno).
Quanto alla produzione, infine, "Io" è un album ben suonato, prodotto con grande cura (si sente l'esperienza di Vernetti) e ricco di sfumature (linee di basso, cori) che possono essere colte solo attraverso un ascolto attento, magari in cuffia. E' un album che scorre fluido, complici anche le melodie accattivanti, i ritornelli azzeccati e la voce grintosa e coinvolgente di Sarcina.
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