«NOTHING WAS THE SAME - Drake» la recensione di Rockol

Drake - NOTHING WAS THE SAME - la recensione

Recensione del 26 set 2013 a cura di Michele Boroni

La recensione

Possiamo considerare Drake come il “leader di mercato” della nuova generazione di rapper formata da tipi come Kendrick Lamar, J. Cole, Big Sean, Tyler The Creator; suo è il record di undici #1 nella classifica R&B/Hip-Hop di Billboard, suoi i Grammy vinti, come la garanzia di successo di quando compare il suo nome nelle featuring. Leader di mercato ma che si distacca per intenzione e stile dal resto degli altri rapper suoi coetanei
. Ricordo ancora con divertimento l'intervista che il giornalista italiano sportivo (ma esperto-di-musica) fece a Mario Balotelli quando ancora militava nel Manchester City. Alla domanda “Quale musica ascolti oggi più assiduamente?” sperando che citasse gli Oasis (era preparatissimo sui Gallaghers, grandi supporter del City), Balo rispose con il suo candido bergamasco “Mi piace molto Drake, specialmente i suoi testi” e da lì nacque un lungo e spassosissimo equivoco in quanto il giornalistone non conoscendo Drake (ma sapendone un sacco di musica non contemporanea), pensava si riferisse a Nick Drake (seguirono mezze domande sull'insuccesso, la depressione e il suicidio, accompagnate da mute risposte; l'imbarazzo e le pazze risate, insomma).
Ho ricordato questo aneddoto, perché se è vero che esistono coincidenze tra il mondo attuale dell'hip-hop e quello del calcio, in effetti Drake ha più di un punto in comune con il Marione nazionale. Entrambi giovani e cafoncelli tormentati, talentuosi e insicuri, freddi ma con scatti di ingestibile emotività (dare un'occhiata alle gossip news di Drake negli ultimi mesi), a modo loro sensibili e con rapporti problematici con l'altro sesso generati da un eccesso di domanda e di offerta. “Nothing was the same” rispecchia ancora di più questo ritratto. In prima linea ci sono i singoli, usciti nelle settimane precedenti al disco: la muscolare “Started from the bottom” e “Hold On, We're going home” con i suoi suoni anni 80 (ricordate i rhye?) che ricordano Marvin Gaye. Nella lunga intro “Tuscan leather” snocciola in rime il suo manifesto programmatico (“I’m tired of hearin’ ’bout who you checkin’ for now. Just give it time, we’ll see who’s still around a decade from now”), mentre in “Worst Behaviour” si mette addirittura a fare il gangsta, citando il Ma$e di “Mo' Money Mo' problems”. Insomma, sicuro e cazzuto.





Poi arriva il lato b, quello malinconico e pensieroso, dove mette insieme rap e cantato, fatto di riflessioni su come cambiano i rapporti con amici e familiari con il successo (“Too much”), cicatrici d'amore (“From time” sotto il malinconici accordi di piano di Chilly Gonzales) ed ex-fidanzate mai dimenticate (“Wu Tang Forever”, lontano da testi e atmosfere del collettivo hardcore newyorchese). Tipico di Drake, ma questa volta se possibile ancora più introspettivo e accentuato.
In “Own it” (il cui hook recita “Next time we fuck, I don’t wanna fuck/I wanna make love. Next time we talk, I don’t wanna just talk/I wanna trust. Next time I stand tall I wanna be standin’ for you/And next time I spend I want it all to be for you”) e “Connect” (prodotta da Hudson Mohawke dei TNGHT) per testi, atmosfere e modo di cantare non si può non pensare all'influenza che Frank Ocean ha portato al cosiddetto post-soul, e quando il pur bravo e volenteroso Drake gioca in quel campo, la differenza si sente.
C'è spazio anche per lo spleen electro à la James Blake (“305 to my city”) e le atmosfere liquide (“Come Thru”). Comunque niente di nuovo. In fondo Kanye West ha già percorso tutte queste tappe anni fa con il suo incedere da novello barbaro (in “Furthest thing” è puro stile K.West).Il lungo pezzo che vede la collaborazione di Jay-Z non aggiunge nulla all'opera.
Il disco quindi è vario, i suoni piacevoli e i testi piuttosto interessanti specie se confrontati alla media del panorama hip-hop; sarà un gran successo e, potete scommetterci, il buon Balo lo amerà un sacco.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.