«CALLE SALUD - Compay Segundo» la recensione di Rockol

Compay Segundo - CALLE SALUD - la recensione

Recensione del 20 lug 1999

La recensione

Si dice spesso che a Cuba la sensualità è nell’aria, la si respira. La si intende negli sguardi provocanti delle donne, in quelli maliziosi e sornioni degli uomini, la si ascolta nei mille baci, versi e commenti rivolti alla bella che passa per la via. Tutto è allo scoperto, alla luce del giorno, l’amore si celebra continuamente. Compay Segundo si vanta di aver vissuto la fine del romanticismo, lui, nato a Siboney nel 1907, e quel romanticismo celebra nelle sue canzoni, da sempre. Anche adesso che ha 92 anni e dichiara orgoglioso e testardo (ma soprattutto fine entertainer) di essere al lavoro sul sesto figlio, Compay continua ad essere attratto dall’amore. E del resto, tolta forse qualche canzone di contenuto rivoluzionario (che poi è canzone d’amore anch’essa), di cos’altro parlano le parole e le note della musica cubana? L’amore di Compay, per quanto romantico e d’altri tempi (“Amor gigante”, “Versos para ti” e la celeberrima “Lagrimas negras”) è pur sempre nato e cresciuto a Cuba, celebrato per le strade e sulle spiagge (“Maria en la playa”, “Chan chan”) con metafore e descrizioni divertenti e un po’ oltraggiose per la mentalità cattolica e soprattutto per quella canzonettistica nostrana. A fare compagnia a Compay su questo disco alcuni ospiti, tra cui il fido Ray Guerra, le due cantanti Vionaika Martìnez e Mayelìn Pérez (che cantano con lui “Viejos sones de Santiago” e di recente lo hanno accompagnato nelle esibizioni italiane) e il crooner d’oltralpe Charles Aznavour, con lui in “Morir de amor”. Un album tradizionale e romantico, che continua – come da qualche album a questa parte – a proporre il meglio della tradizione cubana e non solo, come dimostra l’omaggio a Carlos Gardel con “El dìa que me quieras”. Per la cronaca, "Calle salud" è la via del quartiere Centro Habana in cui vive Compay.
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