«RED - Taylor Swift» la recensione di Rockol

Taylor Swift - RED - la recensione

Recensione del 26 ott 2012 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Altro che rosso. Questo disco è camaleontico. Anzi, è camaleontica lei Taylor SwiftLa (ex) reginetta del country pop. "Ex" nel senso che il country potrebbe sembrare un ricordo: se uno sente il singolo “We are never ever getting back together”, l’impressione è che da ragazzina acqua, sapone e chitarra acustica si sia trasformata nottetempo nella nuova Rihanna o nella nuova Katy Perry. Perché, non dimentichiamocelo, il suo campionato è quello. E lì è una testa di serie. Anzi è LA testa di serie.
Invece la trasformazione è inevitabile ma parziale. E’ la strada obbligata per le cantanti che arrivano dal country e che vogliono consolidare il loro dominio fuori da quel recinto enorme in America ma piccolino altrove. Taylor Swift quella strada l’ha intrapresa da tempo, e in alcuni momenti dà un’accellerata ben precisa. Il dance-pop di “I knew you were trouble”, per dire. Poi fa un passo indietro e torna a fare le sue canzoni romantiche come “All to well”. Poi cambia ancora: in “The last time” canta con Gary Lightbody degli Snow Patrol e - indovinate - la canzone suona esattamente come gli Snow Patrol. Canta con Ed Sheeran e i due infilano un bel numero cantautorale in “Begin again” rispunta il violino che fa tanto country. E così via.
Il fatto è che “Red” è un disco volutamente ecumenico, perfetto (pure troppo) come perfetto deve essere un disco di questo livello, che genera queste aspettative: negli States è l'album più atteso dell’anno; piani di marketing in atto da mesi le barriere di sicurezza altissime - tanto che il disco non è finito in rete in anticipo, caso ormai raro se non unico; non è su Spotify, quasi non è stato fatto ascoltare ai giornalisti - tanto la gente lo compra lo stesso, e deve farlo alla “vecchia” maniera. Pagando.
Lei ha “22” anni, come dice la canzone. Per parafrasare Dylan (che Dio mi perdoni per avere usato le sue parole per spiegare un disco di Taylor Swift): She was so much older then, she’s younger than that now. Ovvero: le canzoni pop suonano come quelle di una ragazza di quell’età che pensa a divertirsi, così i video mostrano bene, allontanandola un po’ - ma non troppo- da quell’immagine pulita e già troppo adulta che aveva da teenager debuttante.

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Se vi piace il genere - pop-rock, pulizia di suoni, voce femminile - o anche solo se vi interessano le grandi star, “Red” è un disco da ascoltare. Se invece le perfettine prime della classe vi dan fastidio, dirigetevi verso le sue colleghe un po’ più sguaiate (e anche un po' più divertenti).

“State of grace”
“Red”
“Treacherous”
“I knew you were trouble”
“All too well”
“22”

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