«TOO MANY LATE NIGHTS - Black Eyed Dog» la recensione di Rockol

Black Eyed Dog - TOO MANY LATE NIGHTS - la recensione

Recensione del 01 giu 2012

La recensione

La prima volta che ho sentito l’attacco di “When I was married to you”, brano di apertura del nuovo album dei Black Eyed Dog, mi è subito venuta in mente la colonna sonora di “Fratello, dove sei?” dei Coen: schiavi che zappano la terra, con le catene alle caviglie e il sudore sulle fronte. La stessa canzone mi ha poi ipnotizzata a tal punto da dimenticare in un attimo ogni riferimento a qualsiasi altro genere musicale: è questo uno dei tanti punti di forza di “Too many late nights”, l’essere magnetico e seducente che nemmeno te ne rendi conto, portandoti così all’ultima canzone del disco senza farti sapere come ci sei arrivato e da dove sei partito. Ma andiamo con ordine.
I Black Eyed Dog inizialmente erano formati da una persona sola di nome Fabio Parrinello che pubblicava album (due, per la Ghost Records) per lo più acustici, fortemente influenzati da atmosfere malinconiche e sonorità scarne. L’incontro con i compagni di viaggio Alessandro Falzone e Anna Balestrieri ha fatto diventare i Black Eyed Dog un trio e ha fatto pubblicare a Parrinello un nuovo album con una nuova etichetta, la palermitana 800A.
“To many late nights” è un disco che oscilla tra la musica di fine anni Ottanta e i nuovi generi degli anni Novanta (grunge, trip hop), regalando canzoni sofferte, urlate e trascinate nella polvere come “Sister”, oppure sprazzi di soul e dub con “Blowin’ horns in heaven”. Arrivano anche canzoni dalle sfumature folk-psichedeliche come “Heather” e momenti di pura commozione grazie a brani come “Crazy to the bone” e la scura “Land’s end sanctuary”, che diventa uno dei momenti di punta dell’intero disco. Spingendo su sonorità rock blues come con le orecchiabili “Dixie Gipsy, Baby” e “War child”, a chiudere l’album ci pensa la delicata ed intensa “Paper cuts, light green”, caratterizzata da un pianoforte ammaliante che ricorda un ispiratissimo eels.
Registrato nei nuovi studi dell’etichetta siciliana 800A Records con la produzione artistica di Fabio Rizzo (Waines, il Pan del Diavolo, VeneziA), l'album si arricchisce delle collaborazioni dei produttori JD Foster, già al lavoro con Calexico, Marc Ribot e altri, e Hugo Race (Nick Cave and The Bad Seeds) che hanno missato cinque brani ciascuno rispettivamente negli Stati Uniti e in Australia. Continuate a seguire i Black Eyed Dog, fidatevi della loro musica e lasciatevi trasportare nel loro mondo.

Scoprite la musica dei Black Eyed Dog insieme a Rockol e continuate a seguire The Observer: venerdì prossimo sarà online l'intervista alla band.

 

(Daniela Calvi)

Tracklist:
“When I was married to you”
“It turns you on”
“Dixie gispy, babe”
“Blowin’ horns in heaven”
“Heather”
“Crazy to the bone”
“Sister”
“Land’s end sanctuary”
“War child”
“Paper cuts, light green”
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