In principio era Fabio Parrinello, cantautore e polistrumentista veresino con la passione per la chitarra dopo essere stato folgorato negli anni Novanta da "Nevermind" dei Nirvana.
Dieci anni dopo, in seguito all'esperienza live fatta come spalla dei Saeta, band che ha accompagnato in tour nel corso del 2006 provando dal vivo le sue canzoni,
nel 2007 debutta discograficamente con lo pseudonimo di Black Eyed Dog (nome preso dall'omonimo brano di Nick Drake)
con l'album "Love is a dog from hell", chiaro riferimento alla raccolta di poesie del '77 di Charles Bukowski.
Nell'inverno del 2009 pubblica la sua seconda prova in studio "Rhaianuledada (Songs To Sissy)", nuovo album che come il precedente richiama a sonorità acustiche, folk malinconiche, intime ed intese, ricordando Nick Drake ed Elliot Smith ma anche
il grunge primitivo di band come Pearl Jam e Nirvana. Il 2012 è il momento per Parrinello di dare una svolta musicale al suo progetto discografico: appoggiandosi ad ottimi compagni di viaggio come Anna Balestrieri (voce, chitarra, cigar box e piano)
e Alessandro Falzone (batteria, chitarre, percussioni), i Black Eyed Dog diventano un terzetto affiatato, grazie anche ad un'intesa artistica già rodata in tour, e pubblicano il terzo capitolo nella storia del cane dagli occhi neri, "Too many late nights".
Il disco, uscito da pochi mesi, si sviluppa intorno ad atmosfere blues, più sanguigne, lasciando così alle spalle alcune delle sonorità acustiche dei primi dischi e trovando invece la sua forza in un insieme di voci, suoni elettrici, ritmi, rumori e strumenti
che si sposano e si abbracciano perfettamente nelle dieci canzoni (undici, più la ghost track finale), che lo compongono. Registrato nei nuovi studi dell'etichetta siciliana 800A Records (Parrinello da tempo si è trasferito a Palermo) con la produzione
artistica di Fabio Rizzo (Waines, il Pan del Diavolo, VeneziA), l'album vede la partecipazione di JD Foster e Hugo Race che hanno missato cinque brani ciascuno rispettivamente negli Stati Uniti e in Australia. Attualmente la band è in tour per promuovere
il nuovo disco, e anche dal vivo il terzetto non rinuncia alle sonorità più complesse che richiede la trasposizione live di "Too many late nights": sul palco potrete vedere Fabio Parrinello barcamenarsi tra voce, pianoforte, Casio sk1 e mandobird,
Alessandro Falzone muoversi tra percussioni, batteria e chitarra, e Anna Balestrieri ondeggiare tra microfono, chitarra, pianoforte e cigar box. Cosa aspettate ad andarli a sentire in concerto?