Ozzy Osbourne, è uscita l’autobiografia “Last Rites”
E’ stata pubblicata “Last rites”, l’autobiografia di Ozzy Osbourne scritta con Chris Ayres. Per il momento è uscita solo in inglese, quindi non sappiamo dirvi se rispetto alla precedente autobiografia “I am Ozzy”, scritta sempre con Chris Ayres e pubblicata nel 2010, sia un lavoro nuovo o solo l’aggiornamento della precedente (che fu pubblicata in Italia da Arcana nel 2014 con il titolo “Io sono Ozzy”), né se questa sarà tradotta in italiano.
Alcune testate inglesi e americane ne hanno già scritto, in particolare il “Guardian” che ne ha tratto dieci aneddoti. Il più divertente, benché non propriamente inedito, è qui sotto.
Nel 2018, Ozzy era sobrio da cinque anni, a pochi mesi dal compimento dei 70 anni, ed era impegnato a prepararsi per il suo tour d'addio, No More Tours II (il primo tour di No More Tours, negli anni '90, era stato annunciato come il suo addio "prima che mi rendessi conto che da pensionato c’è troppo tempo che puoi passare nel tuo giardino sul retro indossando stivali di gomma".)
In quel periodo possedeva un modernissimo hi-tech. Osbourne lo descrive come dotato di "un cervello più grande di ChatGPT", con due telecomandi, per lui e Sharon, per regolare ciascuno il proprio lato separatamente, e "motori, fili e ruote dentate".
Fin da quando era ragazzo – e per tutta la durata del suo matrimonio, con grande dispiacere di Sharon – Osbourne si era sempre messo a letto saltandoci sopra con un balzo. Una notte del 2018, si era alzato per andare in bagno, e dopo aver fatto più era tornato a letto, saltandoci sopra con il solito balzo. Questa volta, però, sbagliò la mira e si schiantò pesantemente a terra.
"Ancora oggi, non capisco come cazzo abbia potuto mancarlo... È così grande che è come avere un carro armato Sherman parcheggiato in mezzo alla stanza".
L’incidente avrà serie ripercussioni sulla salute di Ozzy, perché aggravò le condizioni della sua schiena, già malandate a causa di una caduta dal Quad avvenuta nel 2003.