«BEST OF KOKUA FESTIVAL - Jack Johnson» la recensione di Rockol

Jack Johnson - BEST OF KOKUA FESTIVAL - la recensione

Recensione del 10 apr 2012 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

“Jack Johnson è così ‘laid back’ che sono anni che scrive sempre la stessa canzone”, mi ha scritto un amico non molto tempo fa.
Si potrebbe creare una playlist di canzoni scelte a caso dalla produzione del cantautore hawaiiano, che conta ormai di 5 dischi di studio più svariate altre uscite minori. Si potrebbe metterla in shuffle, e quasi sicuramente ne verrebbe fuori un album omogeneo. Jack Johnson non ha inventato nulla, è bravo nel fare quello che fa, “canzoni da falò sulla spiaggia”, per parafrasare il titolo del suo primo album (“Brushfire fairytales”), e piace (o non piace) esattamente per questo motivo.
Tranquilli, anche questa volta nulla di nuovo sotto il sole delle Hawaii: “Best of Kokoua Festival” raccoglie il meglio dei concerti organizzati per la Kokoua Hawaii Foundation, un’organizzazione non profit creata da Johnson per l’educazione ambientale nelle scuole della sua terra. Concerti a cui partecipano amici come Eddie Vedder, Dave Matthews, Ben Harper, Willie Nelson.
Se l’inizio con “Better together” (con Paula Fulga) è JJ al 100%, nel bene e nel male), dalla seconda canzone in poi ci si inizia a divertire un po’ di più: Arriva Ziggy Marley, e il suono “marittimo” vira verso il reggae. Bella la delicata “A pirate looks at forth”, con Dave Matthews (e il suo scudiero acustico Tim Reynolds). Notevole “Constellations” cantata da Eddie Vedder, che fa anche un’altra entrata clamorosa spazzando via la concorrenza quando la sua voce arriva nella conclusiva “I shall be released”. Piacevole la versione acustica di “Take it easy” di Jackson Browne e bella anche partecipazione di Ben Harper su “High tide or low tide”.

“Best of Kokua festival” non è l’album che vi farà cambiare idea su Jack Johnson - che peraltro ha pubblicato un altro album dal vivo non molto tempo fa. E’ una piacevole variazione sul tema, nulla più e nulla meno. Un bel disco di duetti, molto “laid back” come da tradizione di JJ e interessante anche se vi piacciono i nomi coinvolti.

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