«KING DEL RAP - Marracash» la recensione di Rockol

Marracash - KING DEL RAP - la recensione

Recensione del 05 dic 2011

La recensione

Pur non sentendo particolare empatia con le sue “rime da quartiere”, ho sempre seguito Marracash con molta attenzione. 
Avendo un background artistico e personale differente, però, mi sono soltanto limitato ad apprezzare il flow e l’inventiva di chi, già in PMC Vs Club Dogo, nel lontano 2004, si distingueva per carisma e personalità dal resto della scena.
 Ora, dopo una crescita musicale che l’ha consacrato come uno dei più influenti rapper italiani, non posso non fare i conti con questo King Del Rap, il nuovo album edito dall’Universal e che mi presenta un Marracash diverso da quello che conoscevo. 
Se nei precedenti dischi si era contraddistinto per storytelling come “La Via Di Carlito” o “L’Ultima Settimana”, questo Marra sembra preferire concetti e frasi ad effetto piuttosto che narrazioni alla goodfellas. Fin dalla prima traccia, il singolo “King Del Rap” prodotto da Deleterio e con gli scretch di Dj Tayone, infatti, ci appare un Marra meno coinvolto nel trip del delinquente e più consapevole del proprio ruolo artistico.
 Un Marracash più Fabio Rizzo – trasformazione già intuita in Roccia Music 2 – che racconta con ironia e maturità la società in cui viviamo e le piccole, grandi crisi contemporanee, senza mai perdere il suo peculiarissimo piglio da “ragazzo di quartiere”.

Si passa da canzoni ironicamente sessiste come “S.E.N.I.C.A.R.”, cantata insieme a Guè Pequegno, a pezzi che riflettono sulle attuali problematiche italiane, come “Sabbie Mobili”, il tutto trattato con un’intelligenza tale da non cadere mai in facili cliché o in soluzioni patetiche e per questo in grado di far apprezzare Marracash anche a chi, solitamente, non era abituato a condividere le sua visione artistica.

Le liriche disegnano una costellazione di citazioni distanti tra loro, incollate senza attrito dalla geniale creatività di Marracash aka come si autodefinisce nella canzone “Marrageddon”. Le produzioni proseguono il sentiero tracciato da Deleterio, districandosi tra sonorità dub e elettroniche un po’ meno spinte del precedente Fino A Qui Tutto Bene ma capaci di incarnare perfettamente il gusto contemporaneo.

Marra ha sempre rischiato e fatto le cose che voleva senza rendere conto a nessuno: ha chiamato J Ax nel suo album d’esordio, ha cantato con i Bloody Beetroots e, addirittura, con Giusy Ferreri. Si è esposto in prima persona rischiando il voltafaccia della scena, ma ha sempre vinto. E ora è grazie a lui se la scena italiana è cresciuta e, soprattutto, se si è sdoganata da certi preconcetti che l’hanno solamente paralizzata.
 Questo non è un disco rap per rapper, come accade nella maggior parte delle produzioni italiane. Questo è un disco rap (punto). Un disco che ospita nuovi artisti di talento, da Emis Killa a Salmo, e altri consolidati king come Jake La Furia e Fabri Fibra. Una piramide di fenomeni, al cui vertice si trova Marracash che .
Il trono su cui siede Marra è fatto di sabbia ma finché non si presenterà qualcun altro degno di reclamarlo, resterà suo di diritto. (Andrea Mazzoli - Courtesy of RapBurger ) br>

TRACKLIST

02. Didinò
03. Semtex (con la collaborazione di Attila)
06. Giusto un giro (con la collaborazione di Emis Killa)
07. Noi no (con la collaborazione di Co' Sang)
08. S.e.n.i.c.a.r. (con la collaborazione di Gue Pequeno)
10. Quando sarò morto (con la collaborazione di Fabri Fibra e Jake La Furia)
11. Né cura, né luogo (con la collaborazione di Salmo)
12. Prova a prendermi (con la collaborazione di Entics)
13. Quando ero vivo (con la collaborazione di J-Ax)
14. In down
15. Marrageddon (con la collaborazione di Salmo)
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