«DR.GONZO - Crookers» la recensione di Rockol

Crookers - DR.GONZO - la recensione

Recensione del 09 nov 2011 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Niente collaborazioni di spicco. Niente 'paraculate' in italiano. Nessuna apertura al pop.
I Crookers sono tornati e, meglio dirlo subito, distano anni luce da quelli che, solo un anno e mezzo fa, diedero alle stampe "Tons of Friends", un lavoro infarcito di partecipazioni illustri come quelle di Kelis, Will I Am ( Black Eyed Peas), Roisin Murphy e, nell'edizione per il Belpaese, gli italiani Fabri Fibra e Samuel Romano (Subsonica). Phra e Bot, al secolo Andrea Fratangelo e Francesco Barbaglia, divenuti in pochi anni uno dei grandi nomi dell'electro mondiale, hanno deciso di tornare a suonare per loro stessi, o meglio per il loro piacere e per quello di chi li segue dai tempi dei loro primi remix e mixtape. Così in meno di un anno è nato “Dr.Gonzo”, un disco registrato in Svizzera (ed edito dall'etichetta inglese Southern Fried di proprietà di un certo Fatboy Slim), con lo scopo dichiarato dai due di “divertirsi e tornare a fare la musica da club che facevamo tempo fa”.
Una scelta da ammirare quella dei Crookers. Vendere l'anima al 'dio' del pop era la cosa più facile da fare dopo il successo planetario del precedente disco ed i santi che si sono fatti nel paradiso hip-hop/pop americano lo avrebbero senza dubbio permesso.
Invece ecco un lavoro grezzo, nato apposta per essere suonato nei club, cresciuto con altri amici (quasi tutti produttori del 'settore') e dedicato a chi questa musica la fa e la ascolta per passione.
Fidget-house, suoni techno-minimal, cavalcate acide e tribali, sferzate 8 bit ed un solo obbiettivo, che poi dovrebbe essere quello principale di chi fa musica per il dancefloor: divertire e far ballare.
Provare per credere gli echi anni Novanta delle coinvolgenti “Hummus” e della pazza “Springer” (“Boing boing boing”), la psych di “Wake app”, i ritmi spezzati e ossessivi di “Dr.Gonzo's anthem” e “Bust 'em up” (“biri biri biri biri bi bi”). O ancora i tribalismi/minimalismi di “Carcola”, la potenza tech-house di “Get the f*^k out my house” e quella quasi gabber di “Texx”, con citazione da “Per un pugno di dollari” del maestro Sergio Leone.
“Dr.Gonzo” è un album chiaro e diretto. I Crookers hanno fatto un ottimo disco di musica house-tech (e derivati), togliendosi qualsiasi patina pop, tornando in consolle come ai vecchi tempi. La risposta giusta, al momento giusto. Feel good!

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