«THE FOOL - Warpaint» la recensione di Rockol

Warpaint - THE FOOL - la recensione

Recensione del 19 nov 2010 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Dando un'occhiata alle prime informazioni che trapelano sul progetto Warpaint si potrebbe cadere in trappola: un gruppo composto da quattro fanciulle (tutte indubbiamente molto graziose, alcune con alle spalle anche esperienze cinematografiche) con base nell'assolata Los Angeles, in quella California patria del divertimento e fucina (non solo, ovviamente) di grandi nomi pop. Poi però l'occhio cade sul nome dell'etichetta che le produce ed ecco spuntare la britannica Rough Trade, una label da sempre dedita a suoni più alternativi e cupi. E infatti qui tutto si può trovare tranne che sole, cuore, amore e sonorità ballabili.
Le Warpaint sono attualmente Emily Kokal (voce/chitarra), Theresa Wayman (voce/chitarra), Jenny Lee Lindberg (basso/voce, già nel film “Le regole dell'attrazione” del 2002) e Stella Mozgawa (batteria/chitarra), ma dall'anno della loro nascita (2004) fino ad oggi vantano frequentazioni di un certo livello: nella band per un periodo ha militato quel Josh Klinghoffer che oggi è entrato a far parte dei Red Hot Chili Peppers sostituendo il dimissionario John Frusciante. E proprio quest'ultimo nel 2009 mise mano al loro primo EP “Exsposure corps” in fase di mix e masterizzazione.
Ora ecco “The fool”, album d'esordio composto da nove brani tutti dal corposo minutaggio (il più breve dura 4:10, il più lungo 6:36), un lavoro in cui un denso intruglio psichedelico si scioglie in spiriti dalle diverse facce. Il primo ha il volto scuro, diviso a metà tra Robert Smith dei Cure e Ian Curtis dei Joy Division: canzoni come “Set your arms down”, “Warpaint”, “Majesty” e l'ottima “Undertow” (Pressing in my eyes/Seeing little lights /Just like these decisions that only one could make /I wanted to stay home but I went”) si rifanno senza vergognarsi al sound della new-wave britannica, aggiungendoci però quel tocco femminile che lo differenzia inesorabilmente. “Bees” e “Composure” sono invece leggermente più rock e veloci, ricordando (soprattutto la seconda) lo spirito indie delle “defunte” Sleater-Kinney, episodi forse non al livello dei precedenti, ma comunque di buona fattura. Infine lo spirito più dolce/amaro, acustico e quasi cantautorale: la soffice “Baby” che ricorda alcuni episodi di Cat Power ed il pianoforte rassicurante e profondo di “Lissie's heart murmur” con un leggero eco di Mazzy Star. Insomma, le Warpaint sono un gruppo indubbiamente interessante e “The fool” è un bel disco d'esordio: la miscela tra new-wave, psichedelia e quella delicatezza tutta femminile funziona. La pecca è forse l'eccessiva lunghezza delle canzoni, ma essendo la prima gliela si può perdonare. E poi si sa, ogni tanto le donne parlano troppo.
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