«PESSOA EM PESSOAS - Bevinda» la recensione di Rockol

Bevinda - PESSOA EM PESSOAS - la recensione

Recensione del 11 mar 1998

La recensione

Quale può essere il passo ulteriore da compiere per un artista come Bevinda, cantante portoghese di fado con già alle spalle un paio di album? Be’ sicuramente quello di rischiare, di provare a realizzare qualcosa che per un attimo venga fuori tra le decine di pubblicazioni che ogni mese, in Portogallo, si affastellano negli scaffali di cd dedicati a quel genere. "Pessoa em pessoas" ha i requisiti che servono per attirare l’attenzione: è un album di fado realizzato come se fosse della struggente musica da camera, eseguita da una voce (quella di Bevinda, per l’appunto) e due violoncelli (Jean-Francois Ott, Vincent Segal). Le parole cantate sono tutte tratte da poesie, in alcuni casi molto famose, di Fernando Pessoa, uno dei massimi letterati portoghesi oggetto da diversi anni di una vera e propria riscoperta, mentre le musiche sono state scritte - appoggiate quasi, per la delicatezza con cui si stendono sotto al testo sostenendolo e rinforzandolo nei giusti momenti - da Vasco Martins. Otto composizioni straordinarie, capaci di riportare per un attimo in quel luogo dell’anima che è la Lisbona silente e al tramonto immortalata dal Wim Wenders di "Lisbon Story", interpretate da una voce che deve essersi preparata a lungo all’appuntamento con un confronto così importante, e che quindi riesce a gestirlo al meglio, fornendo prova di un’interpretazione veramente unica. All’emozione sprigionata dalle canzoni di questo disco tanto contribuiscono le splendide parole di Fernando Pessoa: tra le composizioni presenti sul disco vale allora la pena di tradurne magari una sola, così, tanto per dare un’idea di cosa potrebbe capitarvi tra le mani se solo decideste di ascoltare questo disco. Il brano si intitola "A janela", ossia "La finestra", e dice: "Non basta aprire la finestra/ per vedere la campagna e il fiume/ non basta non essere ciechi/ per vedere gli alberi e i fiori/ bisogna anche non aver nessuna filosofia/ con la filosofia non vi sono alberi: vi sono solo idee/ vi è soltanto ognuno di noi/ simile ad una spelonca/ c’è solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori/ e un sogno di ciò che potrebbe essere visto/ se la finestra si aprisse/ che mai è quello che si vede/ quando la finestra si apre".

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