«GHOSTDINI THE WIZARD OF POETRY - Ghostface Killah» la recensione di Rockol

Ghostface Killah - GHOSTDINI THE WIZARD OF POETRY - la recensione

Recensione del 12 nov 2009 a cura di Sofia Santori

La recensione

"Musica da ragazzi cresciuti", così Ghostface Killah ha definito "Ghostdini: the wizard of poetry in emerald city", il suo nuovo album. Con questo disco, il rapper (parte del gruppo hip hop Wu-Tang Clan ) ha voluto dare una svolta artistica alla sua produzione solista: i toni si sono fatti più confidenziali rispetto al passato, Dennis Coles, in arte Ghostface Killah, abbandona la via del "crudo hip hop" -come spesso viene definito il genere hardcore- per rivolgersi a un universo musicale più morbido e sensuale. Musicalmente, il disco scorre senza intoppi. I quattordici brani che compongono la tracklist hanno spiccate influenze r'n'b, e la tematica scelta per i testi segue un unico spesso filo conduttore: l'amore. L'argomento più inflazionato che esista. Eppure il rapper è stato capace di rendere ogni brano diverso dall'altro senza annoiarci mai con luoghi comuni e inutili sdolcinate dichiarazioni. L'amore è composto da mille sfumature, e Ghostface ha saputo rappresentare i colori di questa gigantesca tavolozza senza banalizzare il messaggio, tra emozioni e destino, attrazione e fisicità, tradimenti e noia; le infinite sfaccettature del sentimento: in "Paragraphs of love" (con Vaughn Anthony ed Estelle) è amore a prima vista tra un uomo e una donna incinta prossima al matrimonio. In "Let's stop playing" (con John Legend), Ghostdini prega la sua amata di mettere da parte gli stupidi giochi della seduzione "perchè sai che non so aspettare, quindi smettiamo di giocare".
E ancora, in "I'll be that" (con Adrienne Bailon), il rapper racconta l'affetto nel suo aspetto quotidiano, tra momenti di intimità sotto le lenzuola, cene casalinghe e magliette pulite piegate amorevolmente. Inoltre, proprio perchè il legame tra due individui è creato da una moltitudine di aspetti, Ghostface Killah non ha dimenticato di includerne uno di particolare importanza: il sesso. Raramente si sentono canzoni capaci di fotografare con tanta fedeltà una possibile "scena" sotto le lenzuola. Accade però nella curiosa (seppur "spinta") "Stapelton sex", in cui il rapper e la sua donna non pongono limiti alla fantasia, lasciandoci spiare segretamente dal buco della serratura (durante un'intervista il rapper ha dichiarato, in tono scherzoso, di aver pensato a Natalie Portman mentre scriveva il testo di questo brano).
Nella bellissima "Not your average girl", Ghostface Killah descrive invece la sua donna ideale: dovrebbe aspettarlo sul divano fino a tarda notte, leggendo un libro e morsicando una penna; ma se qualcuno volesse fargli del male la sua signora dovrebbe anche saper impugnare un'arma per difenderlo, per poi tornare a cucinare la cena e lavare calzini. Insomma, al rapper non manca l'ironia, elemento imprescindibile dei suoi testi.
Infine, per completare l'analisi della tematica scelta, non poteva mancare la storiella più vecchia del mondo: il marito tradito dalla moglie, che non sa negarsi al tecnico della tv (la versione statunitense del nostro idraulico o postino). Accade in "Guest house", e a dare voce al terzo incomodo è il rapper Fabolous. L'album "Ghostdini: the wizard of poetry in emerald city" è completato da due bonus-track: "She's a killah", con Ron Browz, e un remix di Kanye West (già pubblicato su una raccolta) del singolo di Ne-Yo "Back like that".

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