«THRILLER 25TH ANNIVERSARY EDITION - Michael Jackson» la recensione di Rockol

Michael Jackson - THRILLER 25TH ANNIVERSARY EDITION - la recensione

Recensione del 08 feb 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Si potrebbero scrivere molte cose su “Thriller”, ma si riassumono sostanzialmente in due affermazioni: è un disco epocale, simbolo di un periodo; è il climax di un artista, ma anche l’inizio della sua fine.
Pochi album hanno segnato un’era come “Thriller” fece per gli anni ’80: uscì alla fine del 1982, così ora si celebra il suo quarto di secolo con questa edizione deluxe, e stabilì una standard mai ripetuto per la musica pop. Non a caso, è uno dei dischi più venduti di tutti i tempi. Merito di Quincy Jones, che lo produsse, mischiando pop, dance, rock, black music in un suono che è il suono degli anni ’80, ma a differenza di tutte le sue imitazioni, non è invecchiato per niente. E merito ovviamente di Michael Jackson: grande interprete multimediale, dalla vocalità straripante e dal look inimitabile. Un vero divo.
Tutti i grandi divi rischiano la deriva, persi nella grandezza del proprio ego. Nessuno però è riuscito a raggiungere le vette di divismo, anzi gli inferi, come fece Michael Jackson da qui in poi. Ha consegnato alla storia ancora un paio di dischi notevoli, ma le sue bizzarrie hanno iniziato a fare notizia più della sua musica. Il che è la fine di un artista, appunto.
“Thriller”, dicevamo, è un capolavoro oggi come allora. Chi non (ri)conosce “Beat it” o “Billie Jean”? Perfette pop songs. Infatti la parte più debole di questa ristampa sono i remix: superflui, anche se a firmarli sono divi odierni come Kanye West o will.i.am: non aggiungono nulla agli originali. Decisamente più interessanti i materiali d’archivio rispolverati per l’occasione: un inedito dalle sessioni del disco, “For all time”, una versione “pulita” (senza musica di sottofondo) del parlato dell’attore Vincent Price inciso per la title-track. Completa il tutto un DVD con materiali dell’epoca.
Jacko ha messo le mani a questo progetto, intervenendo sui remix e scrivendo alcune note di copertina. Ma poco importa: il vero re del pop è quello del 1982, non quello del 2008.

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