GRADUATION

Def Jam (CD)

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di Sofia Santori

L’attesa nei confronti di “Graduation”, il terzo album di Kanye West, era tanta. La curiosità di sapere chi tra Kanye e 50 Cent avesse avuto la meglio sul suo rivale è cresciuta mano a mano che la data di uscita dei due dischi (l'11 settembre) si avvicinava, grazie ad una gara sulle vendite creata ad arte.
Almeno nelle vendite a trionfare è stato lui, Kanye. Forse in generale è ancora troppo presto per parlare di un “vincitore” ma, certo, la sfida tra i due giganti del rap ha riportato nei ghetti (sempre meno ghettizzati) dell’hip hop una sana competizione “old school”. Questa sfida rende “Graduation” non solo il nuovo disco di Kanye West, ma molto di più: è un'arma usata per un duello all'antica.
Al di là di questa sfida, si può affermare che con “Graduation” Kanye conferma ancora una volta le capacità che lo avevano caratterizzato per i due album precedenti, “College dropout” e “Late registration”.
Questo giovane rapper, classe 1977, appartiene ad una ristretta cerchia di instancabili produttori-artisti in grado di ossigenare e rinfrescare la scena hip hop internazionale: melodie orecchiabili, testi ben fatti, commistioni di generi e brani mai uguali sono le caratteristiche del nuovo disco.
Giunto alla terza pubblicazione ufficiale, Kanye risiede ormai nella stessa categoria artistica di Timbaland o Pharrel e, come loro, si è dimostrato un produttore richiesto ed apprezzato: negli ultimi cinque anni ha lavorato con artisti come Jay Z e Janet Jackson ed ha portato al successo il suo pupillo John Legend, guadagnandosi un riconoscimento internazionale.
Con “Graduation” Kanye torna ad occuparsi della sua musica dimostrando di essere ulteriormente maturato e di aver colto nuovi stimoli:gli episodi soul e classici dei precedenti album sono molto meno presenti nel nuovo album, dove lo spazio di rilievo è riservato alla commistione, ad una via trasversale che attraversa differenti territori musicali.
I generi si mescolano, come era possibile immaginare già dall’uscita del singolo “Stronger” (in cui West unisce in maniera sapiente il sound house dei Daft Punk al rap) e tra i protagonisti di questo nuovo capitolo musicale si trovano anche il pop/rock dei Coldplay e la black music degli ultimi vent'anni.
Le collaborazioni sono limitate a pochi nomi ma efficaci: oltre a Chris Martin dei Coldplay, che canta il ritornello della splendida “Homecoming”, Kanye è affiancato da Lil’ Wayne in “Barry Bonds” (uno dei brani dal carattere più marcatamente hip hop), dal rapper e attore Mos Def in “Drunk and hot girls” e da alcuni altri.Il ventiduenne T-pain accompagna West nel brano “Good life”, una rivisitazione di “Pyt” di Michael Jackson, mentre con la collaborazione del cantante soul e r&b Dwele è stata realizzata “Flashing lights”, una canzone forse dedicata ad una donna del passato che vanta anche una base avvincente (come del resto tutte le tredici canzoni di “Graduation”). Tra gli artisti ospiti di Kanye West c’è una presenza di particolare rilievo, ovvero Dj Premiere (già beatmaker per Nas e Jay-z) che per il brano “Everything I am” ha realizzato gli scratch.
In conclusione, “Graduation” porta senza alcun dubbio una ventata di aria fresca nel mondo della musica Hip hop, anche se gli amanti del genere “puro” potrebbero non apprezzare la mescolanza di generi musicali che caratterizza quest’album innovativo, capace di distinguersi.
Infine, qualche parola va spesa anche riguardo alla grafica del digipac nel quale è contenuto il disco, completamente realizzata dall’artista giapponese Takashi Murakami: nessuna foto o immagine del rapper, nessun nome e nessun titolo sulla copertina rendono riconoscibile il prodotto se non grazie al simbolo di Kanye, un orsetto spesso presente sulle sue pubblicazioni.